Guastalla: non siamo tombe della conoscenza TRENTO. Dimenticare vuol dire mettere da parte per sempre, perdere senza poter più ritrovare. L'oblio è il nemico giurato di chi per lavoro spolvera continuamente la memoria, ma è allo stesso tempo un diritto per chi non vuole essere ricordato. Ad esso, ai suoi numerosi e diversi volti è dedicato il convegno «L'oblio, gli archivi e la cultura» che la sezione regionale dell'Associazione nazionale archivistica italiana (Anai) in collaborazione con la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia hanno organizzato al Mart di Rovereto nelle giornate di lunedì e martedì. «Gli archivi non possono diventare le tombe della conoscenza. Devono essere vivi e fruibili». Ogni giorno Anna Guastalla e gli altri archivisti dell'associazione che presiede pensano a un modo per evitare che qualcosa venga risucchiato nel buio, perché «non basta conservare la memoria, bisogna anche tramandarla». Dopo il successo ottenuto l'anno scorso anche grazie alla collaborazione e il sostegno di Trentino Marketing, l'evento di quest'anno verrà finanziato completamente dalla Provincia. «È un segnale importante» evidenzia Armando Tomasi, direttore dell'archivio provinciale di Trento. «La Provincia non è impegnata solo nella tutela del patrimonio prosegue ma anche nella costruzione di valore culturale». Ad aprire il convegno sarà la lectio magistralis di Luciana Duranti, docente alla British Columbia University di Vancouver e una delle più note archiviste a livello mondiale. Poi si andrà subito al sodo. Le due giornate si svilupperanno infatti attraverso altrettante tavole rotonde a cui parteciperanno professionisti nei campi dell'archivistica, della letteratura, della psichiatria, dell'informatica, della museologia, dell'informazione e della dottrina giuridica. Lunedì si confronteranno, tra gli altri, lo psicologo ed ex governatore trentino Alberto Pacher, la storica Maria Luisa Crosina e il docente di diritto privato comparato Giovanni Pascuzzi. Insieme a loro ci saranno anche tre studenti del liceo «Galilei» che parleranno del loro rapporto tra l'oblio e la rete ai tempi dei social network. «L'uso dei social network è estremamente diffuso al giorno d'oggi tra i ragazzi spiega Tomasi ma le garanzie sul destino di tutte le informazioni, le notizie e gli scambi di opinioni non sono chiare. Gli studenti possono darci una testimonianza diretta di un fenomeno così nuovo e ambiguo». Ad aprire il confronto di martedì sarà la breve piéce teatrale dello storico, scenografo e attore Renzo Fracalossi, intitolata «Conservare la memoria. Il fascino della polvere». Alcuni dei protagonisti della seconda giornata saranno gli storici Quinto Antonelli e Vincenzo Calì, il direttore del Muse Michele Lanzinger, lo psichiatra Lorenzo Gasperi e il direttore del Corriere del Trentino Enrico Franco che approfondirà il tema dell'oblio e il diritto all'informazione. Mentre le sale del Mart ospiteranno i dibattiti, all'esterno del museo un monaco buddhista realizzerà sulla sabbia un Mandala, un diagramma circolare composto da diverse figure geometriche che rappresenta il processo con il quale il cosmo si è formato partendo dal suo centro. Una delle caratteristiche dei Mandala è che al termine della loro realizzazione vengono distrutti spazzando via la sabbia per ricordare la finitezza della materia. «Non è un'opera permanente conclude Guastalla Non è destinata a esistere per sempre ma rappresenta un percorso nella coscienza e nella consapevolezza che rimane dentro di noi».