La civca «Venezia cambia» presenta la lista e appoggia il senatore VENEZIA. «Ancora una volta, in assenza del sindaco, c'è chi cerca di accelerare le grandi opere e di favorire lo scavo del canale Contorta. Non si devono permettere». Felice Casson dà l'altolà. Nella sala piena all'Img, dialogando col giornalista Andrea Scanzi, il candidato sindaco del centrosinistra entra a piè pari nell'argomento del giorno. «Mi faccio da solo una domanda perché questo delle grandi navi è un tema del quale voglio proprio parlare. Non si permettano di violare la mozione votata all'unanimità in Senato che impegna a vagliare tutte le alternative. Non vorrei che ci mettessimo sulla strada del Mose, su percorsi criminali», ha sillabato, strappando l'applauso. Un pizzicotto al centrodestra: «E' esploso nelle candidature perché non si aspettava un risultato così netto alle primarie e confidava in brogli e spaccature del centrosinistra. Non è un vantaggio in campagna elettorale. E quello dei manifesti fucsia non è il primario avversario perché nei sondaggi pubblicati è dato terzo». Si parla soprattutto di programmi (residenza, lavoro, giovani, bilancio), di questione morale («Mi sono candidato quando si facevano avanti persone che avevano avuto parte nel disastro»), dell'impegno di trasparenza e pulizia, del Pd: «Non temo defezioni. Renzi mi ha detto che tutto il partito è con me ed è stato un segnale netto», dice, annunciando che si muoverà con spirito d'indipendenza e iniziativa: «Non mi farò condizionare dai partiti, tenendo conto della loro rappresentatività. Indicazioni sì, vincoli no».E' questa la cifra programmatica che più di ogni altra ha indotto la civica di sinistra Venezia Cambia a schierarsi al suo fianco. Era scettica sulle primarie ma l'assemblea mercoledì sera ha sancito la convergenza, dopo un incontro sabato col senatore che ha saldato i punti di alleanza: rinnovamento, gestione trasparente dei beni comunali, risanamento del bilancio, ambiente e Pat. «Ci presenteremo alle elezioni per rendere più forte e più chiaro il segno di cambiamento del suo progetto politico», spiega Giampietro Pizzo, che sarà capolista della civica che schiererà Maria Rosa Vittadini, Marco Zanetti, Mara Franco, Maria Pia Robbe, Dario De Toffoli. Lista Casson e Venezia Cambia finora non si sono mai sedute al tavolo della coalizione. Che stasera si riunisce per fare il punto della campagna elettorale e delle municipalità. «Il dato principale è la condivisione del programma, poi ci confronteremo», annuisce il segretario Emanuele Rosteghin. Il Pd ha fissato i criteri per la propria lista (rappresentanza dei territori, competenza, nuove energie) e la strategia della campagna: «Iniziative all'aperto, tra le persone. La prima in via Piave», annuncia il segretario. Servirà una decina di giorni, il tempo di far quadrare nomi e criteri. E le candidature delle Municipalità: a Mestre Centro, la più grande, il Pd rischia di abdicare (il parlamentino più importante è sempre stato a guida pd) nonostante abbia tre candidati in campo (Chiara Puppini, Vincenzo Conte e Giacomo Millino) e passare la mano ai Verdi o a Sel per far quadrare la coalizione qualora Marghera candidasse un presidente del Partito democratico.