A Lecce la chiesa di Santa Croce, il simbolo del Barocco, è ancora «ingabbiata» ed i turisti fanno le foto alle impalcatura. Una foto ricordo nel cantiere. I lavori di restauro, necessari dopo i piccoli crolli avvenuti nel 2011, non sono ancora stati conclusi. LECCE. Ai turisti che arrivano a Lecce i tour operator consigliano di ammirare subito la basilica di Santa Croce, il monumento simbolo del barocco leccese, grazie soprattutto al suo splendido rosone. Ma da quattro anni, ormai, i vacanzieri che amano l'arte sono costretti a guardare una basilica «ingabbiata». E' accaduto anche ieri mattina quando un gruppo di turisti non ha potuto fare altro che scattare foto della basilica ancora con le impalcature di acciaio. Una foto ricordo con il cantiere. La ditta Nicolì di Lequile ha riavviato i lavori sulla facciata , disposti dalla Soprintendenza per i Beni Culturali, dopo i crolli del 2011 e i tre anni di analisi della pietra leccese che sono stati svolti anche con con l'aiuto del Cnr di Firenze. Obiettivo: comprenderne il livello di «consunzione» ed individuare la strategia di intervento. Le sbarre di ferro, che si trovano nella pietra leccese (sistemate dopo un restauro fatto negli anni '80), sarebbero la causa dei crolli avvenuti nel 2011 e così verranno rimossi. Giuseppe Fiorillo, l'architetto della Curia di Lecce, in più di una occasione ha spiegato che l'intervento di restauro sarebbe necessario anche all'interno della basilica. Secondo gli storici, dunque, la prima pietra della basilica fu posta nel lontano 1353 ma la sua costruzione si interruppe quasi subito a causa della morte del suo mecenate, Gualtiero Di Brienne. I lavori ripresero solo nel 1549 ad opera dei più importanti architetti salentini dell'epoca, quali Gabriele Riccardi, Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna, appoggiati nell'esecuzione dai maggiori maestri scalpellini e intagliatori della zona di Lecce.La chiesa di Santa Croce fu terminata nel 1699 e presenta i segni del passaggio di quasi quattro secoli. «Basti osservare la facciata principale, un organismo plastico complesso, che presenta accostati elementi tipici del Rinascimento Cinquecentesco ad esuberanti fantasie barocche, il tutto in un armonioso complesso architettonico di innata bellezza e di grande prestigio per arte barocca del Salento», spiegano gli studiosi. Gabriele Riccardi completò nel 1582 l'ordine inferiore della facciata.Nel 1606 fu Antonimo Zimbalo a realizzare il portale maggiore che, con la sua doppia coppia di colonne corinzie e con in alto lo stemma di Filippo III di Spagna, attorniato da quello di Maria D'Enghien sulla sinistra e di Gualtiero VI di Brienne Duca di Atene sulla destra, condiziona lo spazio circostante.