Costruzione di edifici e abitazioni private, ristrutturazione del preesistente, recupero dei centri storici ma non solo: a Meci 2015, Salone dell'edilizia civile e industriale di Erba, troverà spazio anche l'arte del restauro, grazie alla partecipazione delle comasche Claudia Panzeri e Monica Capuano, cofondatrici di Como Restauri, una realtà artigiana dedita alla rivisitazione, non solo estetica ma anche strutturale, di opere dimenticate (sculture, pale d'altare, affreschi) nei Comuni e nelle parrocchie del territorio lariano. Entrambe laureate all'Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como, le due restauratrici hanno sempre lavorato in proprio, collaborando attivamente con le Soprintendenze di Milano per i beni artistici storici ed etno-antropologici (beni mobili) e per i beni architettonici e del paesaggio. Fra i loro interventi più comuni il restauro di affreschi, le puliture, le dorature di cornici, la realizzazione di finti marmi, di stucchi lignei e di muratura. «In Italia il recupero delle opere d'arte è fondamentale e merita di essere portato avanti nonostante le difficoltà che quotidianamente incontriamo nel reperire i finanziamenti necessari - dichiara Claudia Panzeri -. Questo lavoro consente di conservare nel tempo la nostra memoria storica e la nostra identità culturale, tanto più che il triangolo lariano presenta una ricchezza artistica notevole». Fra i lavori più significativi di Como Restauri sul territorio si annovera la "Pala di Zelbio", un dipinto sulla Conversione di San Paolo realizzato da Carlo Innocenzo Carloni, pittore settecentesco particolarmente famoso nel comasco: «L'intero restauro era finalizzato al recupero cromatico dell'opera e alla sua conservazione sottolinea Monica Capuano -. L'intervento più delicato riguardava la pulitura della tela, il film pittorico, che ha riportato alla luce i colori originali nascosti da uno spesso strato di polvere e nero fumo». Altrettanto delicato il progetto di ristrutturazione della Chiesa della Beata Vergine Addolorata, detta anche chiesetta del Soldo, nascosta nei boschi di Faggeto Lario, che ha coinvolto Claudia Panzeri e Monica Capuano nella fase del restauro pittorico: «Lo stato di incuria in cui l'edificio si trovava ha comportato il risanamento delle infiltrazioni di umidità e delle numerose crepe continuano le due restauratrici -. Inoltre, nella fase conclusiva del restauro, ci siamo imbattute in una scoperta inaspettata, ovvero in alcune decorazioni settecentesche, ai lati dell'Altare Maggiore, che illustrano la 14 stazione della Via Crucis. Durante interventi di questo tipo entriamo in contatto con un'iconografia che merita di essere esplorata: il gallo e il calice, ad esempio, sono simboli della Passione, mentre i chiodi evocano il sacrificio supremo». Claudia Panzeri e Monica Capuano proporranno, durante i tre giorni della MECI (da sabato 11 a lunedì 13 aprile), dimostrazioni pratiche di restauro aperte al pubblico.