MILANO. Non solo teche, reperti e multimedialità. La mostra «Roma e le genti del Po» invita i visitatori a fare due passi e scoprire la città. L'evento farà infatti da volano all'apertura dell'intera area archeologica cittadina, che verrà presentata ufficialmente nelle prossime settimane. Dall'8 maggio sarà infatti fruibile, nella sua completezza, il parco archeologico di Brescia romana compresi teatro e quarta cella del tempio repubblicano, che sotto il marchio «Brixia» promette di rilanciare il turismo culturale in questa parte di città. Ma non solo. «La mostra è anche l'occasione di promuovere un distretto archeologico in una visione più ampia ha spiegato ieri Luigi Di Corato, direttore di Brescia Musei mettendo a sistema il parco archeologico di Brescia con i luoghi di ritrovamenti romani nella provincia». Per la prima volta vengono proposti in modo organico i più interessanti itinerari urbani con quelli del territorio. Se in città la mostra è occasione di rilanciare il parco archeologico, in provincia i percorsi di divaricano: uno sul Garda, l'altro in Valle Camonica. Sul lago, si propone la visita alle ricche residenze di lusso, a partire da Sirmione e dalle Grotte di Catullo, da dove proviene un probabile ritratto del poeta esposto in mostra. Da lì, l'itinerario prosegue con le ville di Desenzano e Toscolano Maderno (aperte da settembre) fino alle fornaci romane di Lonato («che saranno visitabili da maggio» assicura Serena Solano della Soprintendenza archeologica della Lombardia). Un secondo percorso porterà invece alla scoperta della romanizzazione nella valle dell'Oglio, con i monumentali resti della città romana di Cividate Camuno, con il suo teatro e anfiteatro, e del santuario di Minerva a Breno. Il biglietto d'ingresso acquistato in uno di questi siti darà diritto a una riduzione per la visita di un altro. (g.v.)