Nuova agevole veste per il "monumento" mondiale della miniatura MODENA. E' anche in cd rom la prestigiosa Bibbia di Borso d'Este, uno dei monumenti" mondiali dell'arte della miniatura. Del capolavoro, conservato alla Biblioteca Estense Universitaria è stata fatta una nuova agevole edizione, realizzata dal Bulino in cooperazione con Y.Press Milano. E' contrassegnata dai numeri 9-11 della collana "I Tesori delle Biblioteche Italiane", pubblicata in convenzione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con le Biblioteche pubbliche depositarie dei preziosi cimeli. L'edizione è di grande pregio. Ed è proprio il Ministero a presentare l'opera e l'intera collana alle Fiere del Libro di Torino e di Ginevra. Un elegante cofanetto contiene un volumetto di commentario, curato da Ernesto Milano, direttore della Biblioteca Estense, e tre Cd Rom: i primi due riguardano l'Antico Testamento, il terzo il Nuovo Testamento. Una "Bibbia" di inestimabile valore che viene portata in casa di tutti, in quanto essa è riprodotta in versione digitale. Si da la possibilità di ingrandire le immagini al 400, senza che l'alta definizione subisca alterazioni. Sarà, quindi, grande la gioia poter ammirare le stupende miniature che il duca di Ferrara Borso d'Este (1413 -1471), committente dell'opera, fece eseguire tra il 1455 e il 1461 ai maestri dell'Officina ferrarese, Taddeo Crivelli, Franco de Russi, Giovanni da Gaibana, Marco dell'Avogaro e Giorgio d'Alemagna. Di miniature se ne contano oltre 2000 in un manoscritto latino di grandi dimensioni (265 x 365), in due tomi, rilegati in velluto cremisi, di 1212 pagine complessive, che la Biblioteca Estense custodisce gelosamente. Basta un computer per poter "avventurarsi" in questo intoccabile manoscritto che consente un tuffo nella cultura umanistica, nel fervore rinascimentale che animava i principi, consapevoli dell'importanza dell'arte e di ogni forma del sapere. E' bello pensare al clima di allora, quando i principi facevano a gara per primeggiare nell'arte e nella cultura. Un bel libro, come lo era o lo è la Bibbia, che i contemporanei chiamavano la "Biblia bela", era un autentico biglietto da visita per un personaggio di alto rango. Ne era orgoglioso Borso d'Este, quando nel 1471 si recò, col suo corteo, a Roma, per essere investito dal papa del titolo di duca.