Il Comune alla Soprintendenza: «I reperti sono dello Stato, quindi vi appartengono» VERONA. Il Comune replica alla Soprintendenza, che aveva detto che gli Scavi Scaligeri sembrano essere «terra di nessuno». Il dg Mastroianni ha detto che i «reperti sono di proprietà dello Stato e quindi della stessa Soprintendenza». VERONA. Scavi Scaligeri terra di nessuno? Niente affatto, sono perlopiù della Soprintendenza ai Beni Archeologici, solo in piccola parte del Comune. È questa, in sintesi, la dichiarazione che il direttore generale del Comune di Verona, Marco Mastroianni, invia in risposta alle parole dette ieri al Corriere di Verona dalla soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto Simonetta Bonomi. Concludendo con un invito a partecipare alle spese, come da bravi condòmini. E a colpi di articoli di legge si apre un fronte sul futuro degli Scavi che per il momento non sembra aiutare far chiarezza. Simonetta Bonomi, fresca di nomina, si era dichiarata molto sorpresa per aver ricevuto, in risposta a quella inviata dalla Soprintendenza quasi quattro mesi fa - in cui chiedeva lumi su chi avrebbe garantito la manutenzione durante la prospettata chiusura degli Scavi Scaligeri - una lettera in cui si scrive che per avere risposte la soprintendenza doveva rivolgersi «ai nuovi proprietari», intendendo con ciò la Fondazione Cariverona che ha acquistato dal Comune il soprastante Palazzo del Capitanio. Alle osservazioni della Bonomi, oggi replica il direttore generale Mastroianni: «Sulla base del Codice dei Beni Culturali e della precedente normativa, per precisione l'art. 91, tutte le cose immobili di interesse archeologico appartengono allo Stato e nello specifico al demanio statale. Quindi la cosa veramente importante, i contenuti degli Scavi Scaligeri e la parte romana della sua muratura e pavimentazione, sono dello Stato; quel poco che resta, per lo più in cemento, è del Comune». E poi Mastroianni continua: «Come si può dire che è "terra di nessuno", se esiste un proprietario, lo Stato per la maggior parte, specificamente previsto dalla legge?». In merito alla chiusura degli Scavi durante i lavori di restauro di Palazzo del Capitanio, Mastroianni precisa: «Rassicuro che stiamo valutando con Fondazione Cariverona tutte le possibilità per mantenere aperti gli Scavi, purché non vi siano problemi per la sicurezza e l'incolumità dei visitatori». A questo proposito anche la consigliera delegata alla Cultura Antonia Pavesi chiarisce: «Ho fatto richiesta al sindaco che si possano tener aperti gli Scavi almeno per consentire visite guidate ai reperti a gruppi prenotati, cosa che richiede meno problemi con le uscite di sicurezza». E mentre si continuano a raccogliere firme per scongiurare la chiusura degli Scavi, Marco Monari anima di scaviaperti chiede si apra un confronto per chiarire i vari dubbi e ne venga resa partecipe la cittadinanza. «Il direttore dei lavori di restauro scelto dalla Cariverona, l'architetto Luigi Calcagni spiega ancora Antonia Pavesi durante una commissione consiliare aperta al pubblico si era offerto di trovare alternative per le uscite di sicurezza. Non ci sono ancora pervenute proposte e i rispettivi uffici tecnici si stanno incontrando per capire». Intanto il Pd, sottolinenado che «spetta al Comune farsi carico degli Scavi», chiede chiarimenti: «A fronte della stucchevole risposta fornita dal Comune alla nuova soprintendente regionale Bonomi sulla proprietà degli Scavi, diventa ancor più urgente convocare la Commissione che come gruppo Pd abbiamo chiesto già da giovedì scorso». E se l'inizio lavori dovesse slittare rispetto all'annunciato 15 maggio, i consiglieri Pd chiedono si tengano aperti gli Scavi durante l'Expo con una mostra a tema.