VENEZIA. Erano abbandonate in un angolo di un cortile secondario dell'ospedale Giustinian, in parte rotte e rovinate dall'incuria. Profili scheggiati, il busto del conte Balbi Valier mancante, lastre di marmo fessurate. Le lapidi dei donatori che hanno fondato l'ospedale dei cronici sono state riconosciute dalla Soprintendenza, dai carabinieri del Nucleo di Tutela del patrimonio storico artistico di Venezia e dalla professoressa Nelli Vanzan Marchini, esperta dei patrimoni ospedalieri veneziani, in un sopralluogo. Da una prima ricerca fatta negli archivi l'Usl 12 ha trovato testimonianze sulla loro rimozione già diversi decenni fa, ma mai nessuno negli anni successivi ha pensato di riposizionarle all'interno del complesso. La prima pietra dell'ospedale fu posata il 2 aprile 1904 dall'allora sindaco Filippo Grimani e dal patriarca di Venezia grazie ad una serie di donazioni, visto che il lascito originario della contessa Elisabetta Michiel, vedova del senatore Giovanni Battista Giustininan , non fu sufficiente a realizzare la struttura per i malati cronici. Sono serviti tra gli altri i lasciti del banchiere Gaetano Fiorentini, di Regina Martini vedova Collauto, Benedetto Walter di Innsbruck e Giovanni Battista Venier. Tra i donatori negli anni è stato trascritto anche il nome di Benito Mussolini come quelli di molti altri, che furono ricordati con lapidi celebrative più o meno monumentali ma tutte importanti dal punto di vista storico perché di fatto tramandano una lunga catena di solidarietà scolpita sulla pietra. Evidentemente durante i restauri e le trasformazioni del Giustinian alcune di queste sono state spostate, tolte dal chiostro e mai più rimesse. Probabilmente fino al ritrovamento di qualche settimana fa in pochi si ricordavano ancora della loro presenza. La direzione dell'Usl veneziana però non vuole cancellare la storia e così come è stato fatto per il patrimonio storico-artistico dell'ospedale civile ha intenzione di riposizionarle nei loro luoghi originari o comunque di intesa con al Soprintendenza trovare la posizione più adatta per ricordare la storia dell'ospedale e onorare la memoria dei donatori che contribuirono alla sua realizzazione.
Venezia. Giustinian, le lapidi dei donatori ritrovate abbandonate in un cortile
In un cortile secondario dell'ospedale Giustinian di Venezia, sono state trovate lapidi abbandonate e rovinate dall'incuria. Le lapidi, che commemorano i donatori dell'ospedale, sono state riconosciute dalla Soprintendenza e da esperti. La prima pietra dell'ospedale fu posata nel 1904 e fu realizzato grazie a donazioni di personaggi importanti, tra cui la contessa Elisabetta Michiel e Benito Mussolini. Durante i restauri e le trasformazioni dell'ospedale, alcune delle lapidi sono state spostate e mai più rimesse. L'Usl veneziana intende riposizionare le lapidi nei loro luoghi originari o trovare una nuova posizione con l'aiuto della Soprintendenza.
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