La Pietà Rondanini, l'opera su cui Michelangelo stava lavorando nei giorni prima della morte, avvenuta nel 1564, da ieri ha una nuova collocazione nel Castello Sforzesco di Milano. Non più relegata alla fine di un percorso museale cui si arrivava stancamente, nella grande Sala degli Scarlioni, diventa protagonista di un'architettura tutta dedicata a lei: l'ospedale che gli spagnoli avevano approntato nel 1576 per i soldati della guarnigione del Castello colpiti dalla peste. Uno spazio collegato alla sofferenza e alla morte, dunque, perfetto per un'opera di meditazione come la Pietà. L'allestimento di Michele De Lucchi prevede che il visitatore veda prima il retro non finito della statua e solo girandole intorno scopra il Cristo morto che si accascia fra le braccia della Vergine. L'apertura al pubblico è fissata per il prossimo 2 maggio.
Pietà Rondanini. Una nuova casa
La Pietà Rondanini, l'opera su cui Michelangelo stava lavorando nei giorni prima della morte, avvenuta nel 1564, da ieri ha una nuova collocazione nel Castello Sforzesco di Milano. Non più relegata alla fine di un percorso museale cui si arrivava stancamente, nella grande Sala degli Scarlioni, diventa protagonista di un'architettura tutta dedicata a lei: l'ospedale che gli spagnoli avevano approntato nel 1576 per i soldati della guarnigione del Castello colpiti dalla peste. Uno spazio collegato alla sofferenza e alla morte, dunque, perfetto per un'opera di meditazione come la Pietà. L'allestimento di Michele De Lucchi prevede che il visitatore veda prima il retro non finito della statua e solo girandole intorno scopra il Cristo morto che si accascia fra le braccia della Vergine. L'apertura al pubblico è fissata per il prossimo 2 maggio.
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