«TORINO ha seminato ovunque. Tutto quello che potevamo fare, come sistema, non solo come Turismo Torino, lo abbiamo fatto. Ora speriamo di raccogliere i frutti, non solo per i mesi dell'Ostensione della Sindone e dell'Expo. Consideriamo il 2015 come un anno di accelerazione, al pari del 2006 con le Olimpiadi e del 2011 con i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia». Parola di Maurizio Montagnese, numero uno di Turismo Torino, il braccio armato della promozione di tutta la Città Metropolitana. Qualche rappresentante del settore ha sottolineato la mancanza di promozione. Cosa risponde? «Mi sembra che i numeri di visitatori nel weekend di Pasqua, le code nei musei e la percentuale di occupazione delle camere degli alberghi siano già una risposta sufficiente. Nell'ultimo anno abbiamo lavorato per rafforzare i nostri mercati di riferimento, Francia e Nord Europa con una particolare attenzione alla Germania. E poi si sono intensificate le missioni in Russia, Giappone e Cina. Un pressing costante, coadiuvato dallo spirito del sindaco Fassino». Quanti cinesi, che sono considerati a livello globale come i nuovi turisti, arriveranno a Torino? «È la grande scommessa. Su 350 mila turisti cinesi in Italia, poco più di 3 mila sono venuti a Torino. Diverse le missioni a Shangai e a Pechino per tastare il terreno con un occhio rivolto a Milano e all'Expo. L'obiettivo è di arrivare a quota 6 mila cinesi nel 2015 e poi crescere man mano. Sono turisti che al primo posto mettono la cultura e l'enograstronomia». Torino ha sviluppato una cultura turistica? «Sì, da prima del 2006 ad oggi si sono fatti passi da gigante. Prima c'era scetticismo quando si parlava di turismo. Si è lavorato molto in termini di formazione, con la polizia municipale, con i tassisti, gli albergatori, i commercianti e gli addetti ai lavori. Si è fatto un salto culturale importante. Quando si organizzano momenti di formazione, uno degli ultimi cicli riguardava i turisti cinesi, le aule sono piene. C'è un dato che ancor più dà la misura di una Torino che sente il cambiamento». Quale? «Abbiamo lanciato una call per cercare volontari per i punti informativi. Sono già 50 le persone che hanno risposto. Saranno impegnate per tutto il periodo dell'Expo nei nostri punti informativi. Un dato rilevante». Assumete personale? «Sì, due persone a tempo determinato e quattro tirocinati». Allestite nuovi punti informativi? «Oltre ai classici punti Castello- Garibaldi, ci sarà il nuovo desk a Porta Nuova, uno temporaneo a Porta Susa e uno in viale I Maggio, in corrispondenza del parcheggio Bus per il periodo dell'Ostensione. A Caselle sperimenteremo una novità, un virtual desk. Un totem a cui il turista in arrivo si potrà rivolgere: schiacciando il tasto chiamata verrà messo in contatto audio-video, sulla falsa riga di quello che avviene con Skype, con un operatore. In tempo reale e in direttariceverà le informazioni del caso ». Nessuna pecca? «Non bisogna mai fermarsi. Per lo sviluppo del turismo è fondamentale continuare a lavorare sul fronte delle infrastrutture. E forse servirebbe anche un restyling della cartellonistica, sia sulla tangenziale e sulle autostrade, sia all'interno della città».