VERONA. «Di chi sono gli Scavi Scaligeri? Ho paura che siano terra di nessuno». È questa la triste considerazione che fa la soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto Simonetta Bonomi dopo aver ricevuto una sconcertante lettera in cui il Comune, proprietario dell'area, scrive alla Soprintendenza di rivolgersi «ai proprietari» per avere le risposte sul futuro. VERONA. «Di chi sono gli Scavi Scaligeri? Ho paura che siano terra di nessuno». È questa la triste considerazione che fa la soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto Simonetta Bonomi, da poco entrata in carica, dopo aver ricevuto dal Comune di Verona una sconcertante lettera. La lettera è arrivata in grande ritardo pochi giorni fa in risposta a quelle inviate dalla Soprintendenza a dicembre e a febbraio per conoscere il destino dell'area nelle quali si chiedeva chi si occuperà della manutenzione se gli Scavi saranno chiusi durante i restauri di Palazzo del Capitanio e se riapriranno finiti i lavori. Dopo tante preoccupazioni espresse dalla gente comune sul futuro dell'area archeologica che ospita il Centro Internazionale di Fotografia, dopo le rassicurazioni della consigliera delegata alla Cultura Antonia Pavesi, si apre una vicenda dai toni pirandelliani: il Comune, proprietario dell'area, scrive alla Soprintendenza di rivolgersi «ai proprietari» per avere le risposte. Tutto è iniziato a novembre, quando si era ventilata la chiusura degli Scavi per necessità legate alla messa in sicurezza del cantiere di restauro del soprastante Palazzo del Capitanio, comprato dalla Fondazione Cariverona, che inizierà a breve. Poi era intervenuto il sindaco Flavio Tosi con considerazioni sui costi di gestione del Centro Internazionale di Fotografia ospitato agli Scavi, e si era temuta la chiusura definitiva. Ipotesi ridimensionata dalla consigliera delegata alla Cultura Pavesi, quando, in occasione dell'inaugurazione della mostra di fotografia di Paolo Vigevani, si era radunata una folla di manifestanti. Che ci fosse una certa confusione, lo si era capito, bastava chiedere «di chi sono gli Scavi Scaligeri?», e arrivavano le risposte più varie: del Comune, dello Stato, della Fondazione Cariverona La verità la spiega la soprintendente Bonomi: «Oltre al bizzarro e inquietante ritardo con cui ci è stata inviata la risposta da parte del Comune dice , il direttore generale del Comune ci scrive, come si trattasse di un condominio, di rivolgerci "ai nuovi proprietari", intendendo la Fondazione Cariverona che ha acquistato il soprastante Palazzo del Capitanio, spiegandoci che dalla Fondazione il Comune ha ricevuto la richiesta di sgomberare gli uffici del Centro di Fotografia al piano terra per consentire ai lavori di procedere». Il piano che preoccupa la Soprintendenza però non è quello terreno, ma quello interrato: «Nella lettera non si fa mai riferimento all'area archeologica precisa Bonomi - che, per legge, proprio in virtù dei resti, non poteva essere alienata. E infatti, a una nostra verifica effettuata per sicurezza, l'area archeologica al piano interrato non risulta alienata, ma tuttora di proprietà del Comune, che è tenuto alla sua tutela e conservazione, garantendone il decoro e la fruizione. Quindi questa risposta è piuttosto sconcertante». Quali sono i rischi che corrono gli Scavi? «È proprio questo che vogliamo sapere, se gli Scavi corrono dei rischi. Non è la chiusura temporanea per noi il problema, che posso capire si renda necessaria per ragioni di sicurezza e di cantiere, ma dovrebbero comunicarcelo. Vorrei capire come si intende gestire l'area durante il periodo dei lavori, per questo appena sarò a Verona, dopo il 13 aprile, farò un sopralluogo e chiederò un incontro. Mi pare ci sia un'inquietante confusione e che manchi la consapevolezza. Ci suggeriscono di rivolgerci ai "nuovi proprietari": non c'è nessun "nuovo proprietario", ma sembra proprio voler dire che gli Scavi siano figli di nessuno».
Verona. Scavi Scaligeri, il giallo del nuovo proprietario
Riassunto in 200 parole:
La Soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto, Simonetta Bonomi, ha ricevuto una lettera del Comune di Verona che rivolge alla Soprintendenza per avere le risposte sul futuro degli Scavi Scaligeri, area archeologica che ospita il Centro Internazionale di Fotografia. La lettera è arrivata in grande ritardo e sembra suggerire che gli Scavi siano "terra di nessuno", rivolgendosi ai "nuovi proprietari" della Fondazione Cariverona, che ha acquistato il Palazzo del Capitanio. La Soprintendenza è preoccupata perché l'area archeologica non è stata alienata e il Comune è tenuto alla sua tutela e conservazione.
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