VENEZIA. Hanno dovuto «sbaraccare» le stanze a gran velocità. Tra il saluto dell'ex soprintendente del polo museale Giovanna Damiani e l'arrivo del nuovo, Daniele Ferrara gli uffici sono finiti in corridoio, raccolti in scatoloni e pronti per traslocare. Archivi, suppellettili, documenti tutto pronto per liberare le stanze contese per anni tra soprintendenza e Fondazione musei civici, destinate a diventare parte del Museo Correr. «Tutta questa corsa non ha senso dice Massimo Grella, segretario generale della Cisl Fp Venezia le stanze del polo museale andavano restituite già da almeno 4 mesi alla Fondazione musei civici visto l'intervento del Demanio. Ma evidentemente finora la prescrizione era stata sottovalutata. L'eredità del trasloco è stata lasciata al nuovo soprintendente». La storia risale al 2006 e a raccontarla è Gabriella Belli, direttore dei Musei civici. «Nove anni fa è stata stipulata una convenzione tra Demanio e Comune ch prevedeva che tutte le stanze fronte Bacino di San Marco decorate e che facevano parte dell'antico Palazzo reale sarebbero state destinate ad uso museale e non più come luoghi di rappresentanza delle istituzioni o uffici », spiega Belli. Quello era stato il primo atto a sancire che quel piano nobile del palazzo doveva essere aperto al pubblico all'interno del Correr. «Poi però non è accaduto», dice Belli. Quel «passaggio di consegne» aveva avuto anche il via libera del ministero dei Beni culturali che si espresse in modo chiaro: le stanze dovevano essere aperte alla città. Belli spiega perché: «Si tratta di stanze preziosissime forse tra le più belle del palazzo reale, all'interno, in alcuni casi, ci sono ancora gli arredi originali completi. Sono molto importanti perché nel nostro progetto del grande Correr permetteranno di aprire alla città uno spazio mai visto finora». Si tratta di dieci stanze, che nonostante i ripetuti solleciti, l'ex soprintendente al polo museale Giovanna Damiani, non aveva mai ceduto. «Tre erano quelle occupate dalla soprintendente spiega Belli poi ce n'erano altre sei, con vista sulla Salute, praticamente vuote. La richiesta di liberarle era stata ripetutamente fatta, anche dal Ministero, ma non è andata così». Al punto che un anno e mezzo fa i Musei civici avevano chiesto un nuovo parere all'Avvocatura di Stato che ri-analizzando gli atti intercorsi tra Comune e Demanio, aveva ribadito il fatto che l'uso di quelle stanze spettava alla Fondazione musei. Ma tanti pareri non avevano smosso la situazione e soprattutto gli uffici, in attesa di trovare una sistemazione. «Quando sono entrata in quelle stanze dice Belli - ho visto alcuni tra gli spazi più belli del palazzo. Penso che siano spazi da condividere con i cittadini. Su questo fronte ho trovato fin da subito grande disponibilità del nuovo sovrintendente Ferrara». Infatti a ridosso del cambio della guardia in soprintendenza, gli ostacoli sono stati superati. Gli uffici andranno al piano superiore. «Non abbiamo messo fretta al trasferimento continua la direttrice ovviamente. Ma quello del passaggio di soprintendenze era il momento giusto per farli». Il trasloco è in corso. Poi partiranno i restauri delle dieci stanze. Ad occuparsene, come per le stanze di Sissi, sarà il comitato francese per la salvaguardia di Venezia tramite il suo presidente Jérôme-François Zieseniss.I primi lavori cominceranno nei prossimi mesi. E non appena la sistemazione sarà conclusa diventeranno parte integrante del percorso del Museo Correr, aperto al mondo.
Venezia. Le sale vista Salute contese tra Musei e Soprintendenza: gli uffici traslocano
Il polo museale di Venezia ha dovuto sbaraccare le stanze del palazzo reale a gran velocità per liberare spazio per il Museo Correr. Le stanze erano state occupate dall'ex soprintendente del polo museale Giovanna Damiani e non avevano ceduto alle richieste della Fondazione musei civici. Il nuovo soprintendente Daniele Ferrara ha superato gli ostacoli e ha iniziato il trasferimento degli uffici. Le stanze sono state destinate ad uso museale e non più come luoghi di rappresentanza delle istituzioni o uffici. Il passaggio di consegne aveva avuto il via libera del ministero dei Beni culturali. Le stanze sono preziosissime e contengono arredi originali.
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