Caro Conti, la risposta al lettore Giancarlo Bufacchi, sull'artista all'Ara Pacis è molto «info» sulle generalità essenziali dell'artista in questione, ma è muta sull'orribile sovrastruttura che soffoca (vista dall'esterno il catafalco bianco d'un resto architettonico) l'Ara Pacis, indicato già appropriatamente dallo stesso Bufacchi laddove scrive « ... la bruttezza della Teca ...» Ed allora cos'è questa timidezza? E' forse perché quella «bruttezza» è un'opera d'autore [sic!] internazionalmente riconosciuto mentre lo stato del Mausoleo di Augusto, lo si può giustamente classificare un ennesimo esempio del deprimente disastro conservativo romano, poiché la responsabilità è di un organismo pubblico assente? Leonardo Leonardi Nessuna timidezza. E perché mai, poi? All'inizio degli anni Duemila, questa cronaca fu protagonista di una durissima polemica contro la Teca di Richard Meier, realizzata senza un concorso internazionale e ritenuta anche da autorevoli urbanisti americani fuori scala rispetto al contesto monumentale romano. E non c'è alcun motivo per cambiare idea, ora che il tempo è passato. Brutta era, brutta resta e resterà. Ma è difficile ormai intervenire su ciò che è stato costruito. Mentre invece - e per fortuna- si può e si deve spingere perché lo sfacelo del Mausoleo di Augusto trovi una soluzione. Sarà sicuramente il peggiori biglietto da visita che Roma presenterà ai milioni di visitatori richiamati dal Giubileo straordinario proclamato da papa Francesco. Paolo Conti