Boom di ingressi in una giornata di bel tempo. Il ministro Franceschini: la crescita passa da qui Venticinquemila turisti al Colosseo (il giorno di Pasqua erano stati la metà). Dodicimila tra gli Scavi di Pompei (e c'è voluta una volontà di ferro per resistere al vento, al freddo e ai nuvoloni). Code di romantici fuori dalla Casa di Giulietta a Verona. Più di 4.700 persone al Museo Egizio a Torino (quindicimila nel ponte pasquale) e oltre 4.000 al Museo del Cinema. A Mantova in 1.500 hanno ammirato la Camera degli sposi nel Castello di San Giorgio e al Palazzo Te in due giorni sono stati staccati seimila biglietti. Non può essere un caso. Domenica, forse, si poteva pensare a una scelta anti-pioggia e all'incentivo ministeriale (si entrava gratis nei musei civici). Ieri no. Non possiamo liquidare come effetto di una Pasquetta meteorologicamente inaffidabile i numeri registrati ieri. Non saranno, piuttosto, il segnale che bisognerebbe investire sull'offerta, visto che la domanda non manca? Dario Franceschini, il ministro dei beni culturali artefice dell'ingresso gratuito nella prima domenica del mese, su Twitter ha scritto: «Non solo Venezia, Firenze, Roma. ItaliaMuseoDiffuso è la strategia vincente. Turisti ovunque e musei affollati: la crescita passa da qui». Eppure non dovremmo sorprenderci, non lo scopriamo adesso che la crescita passa dalla cultura. A Milano tutti ricordiamo ancora il serpentone umano, lo scorso febbraio, alla chiusura della mostra dedicata a Marc Chagall: c'è chi ha atteso otto ore in piedi, nonostante il freddo, per perdersi tra le donne volanti del pittore russo naturalizzato francese che ha portato a Palazzo Reale 340 mila visitatori; meglio di lui solo Picasso, due anni prima, quando le presenze furono 540 mila. Fanno sorridere, e sperare, anche le quaranta persone che sono andate al Museo di Boscoreale, perché rispondono alla curiosità, speculare, delle centinaia di famiglie che hanno portato i figli all'Acquario di Genova o all'Omero, il museo tattile di Ancona. Per essere il Paese più bello del mondo bisogna crederci. Gli italiani hanno dimostrato di farlo. Non solo i turisti.