«La copertura degli scavi archeologici di piazza Sant'Anna è brutta e i fatti recenti hanno dimostrato che non serve nemmeno a proteggere i reperti. Perché non rimuoverla una volta per tutte?». A prendere posizione è il consigliere d'opposizione del Pd Alberto Melarangelo dopo le infiltrazioni d'acqua che hanno costretto alla chiusura il sito della domus romana del primo secolo, danneggiandone i pavimenti. Melarangelo dichiara di farsi interprete di un comune sentire dei residenti di via Torre Bruciata, preoccupati anche alla luce dei frequenti atti di vandalismo ai danni del quartiere e della stessa copertura dell'area archeologica. I residenti sostengono infatti che i vandali salgono spesso sulla copertura e questo potrebbe costituire uno dei motivi delle sue condizioni rovinose. La copertura dell'area archeologica, voluta dalla Soprintendenza negli anni Novanta e costata oltre un miliardo delle vecchie lire, è danneggiata in almeno due punti e questo permette alle piogge di insinuarsi a discapito dei resti della sontuosa villa romana. «Alla luce delle condizioni degradate in cui versa il sito, e del fatto che il Comune è chiaramente inadeguato a gestire questo spazio per riconsegnarlo alla fruizione dei turisti, chiediamo la rimozione di quella copertura», dice Melarangelo. «E' inutile, oltre che brutta, e l' impatto visivo che offre penalizza anche la chiesa di Sant'Anna. Chiediamo che il sindaco si accordi con la Soprintendenza per smantellarla. Le parti più delicate, quali i mosaici e i resti delle absidi possono essere magari coperte da strutture più leggere, o da parti di quella attuale. Ma ritengo che quel sito vada riaperto alla città anche per evitare i problemi di sicurezza che la copertura provoca permettendo ai vandali di insinuarsi». Intanto l'amministrazione comunale ha reso noto che gli scavi di Sant'Anna verranno riaperti per oggi e per Pasquetta. I secchi che penosamente raccolgono l'acqua piovana saranno rimossi, nonostante il maltempo.