Udine si candida a essere "capitale europea della Grande Guerra" e chiede al ministero dei Beni culturali di sostenere la valorizzazione del Fondo Luxardo. Il capoluogo friulano si prepara a svolgere un ruolo di primo piano nel programma messo a punto, a livello nazionale, per il centesimo anniversario dall'ingresso dell'Italia in guerra. A un secolo esatto dalla scelta interventista che trascinò il Paese nel primo confitto mondiale, Udine farà luce su un'epoca in cui da tranquilla cittadina di provincia alla periferia del Regno, si ritrovò a ospitare il comando militare supremo e a diventare epicentro amministrativo dei fatti bellici, al punto che allora fu coniato il termine "Governo di Udine". Per raccontare quel periodo alla cittadinanza, ai turisti e alle nuove generazioni, il Comune aprirà al pubblico il Fondo Luxardo, uno dei patrimoni archivistici editoriali più preziosi delle collezioni dei Civici musei, unico nel suo genere a livello nazionale e internazionale per valore e completezza documentale. «Questa ricorrenza è un'occasione irripetibile per restituire alla città, al Paese e all'Europa un patrimonio culturale straordinario» sottolinea l'assessore alla Cultura, Federico Pirone, auspicando che «il progetto possa trovare il giusto sostegno da parte del ministero e in una sinergia con la Regione, che investe con decisione sul centenario della Grande guerra. A dare spessore al progetto di valorizzazione del Fondo Luxardo contribuiscono poi - prosegue Pirone - i partner, nazionali e internazionali, che hanno creduto da subito nell'iniziativa, come il museo centrale del Risorgimento di Roma, il Filmmuseum di Vienna, i musei e le gallerie di Lubiana, l'Archivio di Stato di Esslingen, l'università di Udine, la cineteca del Friuli e il Messaggero Veneto. Il progetto prevede la catalogazione e la digitalizzazione del fondo, completandone così la sistemazione, avviata nel 2014 grazie a un contributo regionale, mettendo finalmente a disposizione tutti i materiali rimasti finora inaccessibili. A partire dalla fine di ottobre, inoltre, il castello, uno dei luoghi storici del primo conflitto mondiale, ospiterà la mostra "Corpi e anticorpi. Satira e propaganda di Guerra", attraverso la quale sarà possibile confrontare le diverse strategie propagandistiche dei principali Paesi europei. L'esposizione sarà corredata da un ricco apparato multimediale e da un catalogo contenente numerosi approfondimenti. «Il Fondo Luxardo è una raccolta di inestimabile valore anche dal punto di vista della ricerca - spiega Pirone - perché permette di indagare diversi temi confrontandoli con quelli che i vari partner del progetto metteranno a disposizione: la rappresentazione del nemico nella satira e nella propaganda per immagini, il ruolo della donna e del femminile tra propaganda e narrazioni nazional-patriottiche, la nazione e il martirio, il culto della patria tra recuperi risorgimentali e costruzioni nazionaliste. Fino al tema del "nemico su tutti i fronti", in cui si analizzano le modalità scelte dalle diverse propagande nazionali (italiana, francese, austriaca e tedesca) per raccontare lo scontro militare». In questa iniziativa il Comune è l'ente capofila di una rete di istituzioni che svilupperà un ampio progetto annuale di attività che comprendono mostre, eventi cinematografici e teatrali, conferenze, spettacoli di danza, incontri e laboratori. Uno degli aspetti che l'amministrazione di palazzo D'Aronco vuole approfondire in chiave moderna è quello dell'illustrazione. «Vogliamo incentivare gli illustratori del nostro tempo a riflettere sui meccanismi di propaganda che influenzarono la Grande guerra» spiega l'assessore alle prese con un progetto il cui fine sarà quello di invogliare gli illustratori di oggi a interpretare il primo conflitto mondiale. Considerato che il concetto di propaganda non è mutato nel tempo, l'obiettivo è tracciare una sorta di filo rosso per evitare di commettere gli stessi errori e di riflettere soprattutto sulla pace.