Scoperta in pieno centro una villa di epoca romana. Ma lì devono sorgere i garage di un palazzo. II sito è venuto alla luce quando una ruspa ha urtato tre colonne ancora ben conservate. Cittadini mobilitati per non perdere «il tesoro». Lo storico Braccesi: «Portiamo i resti in un museo» PESARO C'è un tesoro archeologico in pieno centro storico a Pesaro. C'è, ma potrebbe presto sparire. Bisogna scegliere: tra i garage di una nuova palazzina, e quello che resta dei mosaici, dei loggiati e del peristilio di una domus romana di epoca imperiale (seconda metà del I secolo d.C.). In via dell'Abbondanza, a pochi metri dal Duomo, durante la realizzazione di alcuni garage che una ditta sta realizzando per la società «Azzurra Fin», le ruspe hanno urtato contro i resti di tre colonne. «Salviamo i mosaici», è l'appello di molti cittadini. Gli scavi hanno fatto poi emergere splendidi mosaici in tessere bianche e nere, sia geometrici che con motivi decorativi floreali, oltre al tracciato di una via dell'epoca, il tutto all'interno di un'area di circa 500 metri quadri. Una scoperta che non ha, in pratica, precedenti a Pesaro, con l'eccezione di un'area emersa nella sede della altrettanto centrale piazza Matteotti, che però, al confronto di via dell'Abbondanza, evidenzia un valore storico-archeologico di molto inferiore. Il dibattito, a questo punto, è più che aperto. Qualcuno, tra i pesaresi affezionati ai tesori della città, più che di dibattito parla già di battaglia: difendere a tutti i costi i resti. Ma c'è il problema della società che costruisce e dei privati cui già sulla carta, sono stati venduti gli appartamenti e i garage: proprio la ditta sta pagando, come, avviene in questi casi, i giovani di una ditta di Rimini che da settimane, assieme a un archeologo della Soprintendenza delle Marche, stanno scavando e repertando. Insomma, una bella gatta da pelare. Il sindaco di Pesaro per ora non fa commenti, l'assessore alla Cultura, Luca Bartolucci, ha detto di aver subito chiesto un incontro con la Soprintendenza. La colata di cemento incombe, e gli archeologi, gli studiosi ma anche i comuni cittadini che già si affacciano al cantiere e scattano foto («non si sa mai»), «tremano». Lorenzo Braccesi, ordinario di Storia Antica all'Università di Padova, e direttore scientifico del Museo archeologico di Rimini, delinea la possibilità di un compromesso: «Non ho ancora visto questi reperti, ma la voce nel nostro ambiente è circolata presto. Certi reperti possono essere salvati all'interno dei musei. E' vero che a Pesaro non esiste ancora un museo archeologico, e questa potrebbe essere l'occasione per colmare la lacuna. Ma se davvero i mosaici di cui si parla sono meritevoli, allora l'unica soluzione è trasportarli per salvarli da un'altra parte. A Rimini si è fatto così. Se scavando ci si trova davanti al Colosseo, è chiaro che lo si lascia lì: Altrimenti si salva quello che può essere musealizzato...».
Pesaro. Salviamo i mosaici
A Pesaro, una villa romana è stata scoperta in pieno centro storico. Le ruspe di una ditta stanno scavando per costruire garage per una nuova palazzina, ma hanno urtato contro tre colonne ancora ben conservate. I cittadini sono mobilitati per salvare il tesoro archeologico. Gli scavi hanno fatto emergere splendidi mosaici in tessere bianche e nere, oltre al tracciato di una via dell'epoca. La scoperta non ha precedenti a Pesaro, ma il dibattito è aperto su come salvare i resti. La società che costruisce e i privati che hanno già acquistato gli appartamenti e i garage sono coinvolti. L'assessore alla Cultura di Pesaro ha richiesto un incontro con la Soprintendenza.
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