Di Francesco e Roffia: "Ma prima di dire no aspetteremo l'esito degli scavi" «ABBIAMO detto fin dall'inizio che quel progetto non era opportuno: Sant'Ambrogio è un'area di grandissimo interesse archeologico e la possibilità di trovare testimonianze è altissima». Elisabetta Roffia è la sovrintendente ai Beni archeologici. È lei che si occupa di tutto quello che nasconde il ventre della città e che dovrà esprimere un parere sulla possibilità di realizzare il parcheggio sotto La piazza della basilica romanica. Un progetto che sta provocando una rivolta tra i residenti destinato ad allargarsi alla città: quattro piani sottoterra, quasi 500 posti, tre anni lavori in project financing e un cantiere che aspetta solo di partire. «Ma che non è affatto scontato che possa essere realizzato. Personalmente, mi verrebbe da dire "Ma proprio sotto Sant'Ambrogio?", ma dobbiamo accertare il colloquio», puntualizza Carla Di Francesco, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia. Non è arrivata ancora nessuna autorizzazione, insomma. Una conferma che fa sperare gli abitanti e i Verdi, che presenteranno anche un'interrogazione alla Camera cercando di ottenere lo stesso risultato dì Torino: il governo ha sospeso i lavori dei silos sotto piazza Vittorio e San Carlo per far svolgere ulteriori indagini dalla massima autorità, il Comitato tecnico scientifico per i beni archeologici. «Ma la situazione di Torino e diversa spiega Roffia . Noi stiamo effettuando i saggi preliminari per capire che cosa ci sia nel sottosuolo. Entro la fine dell'estate avremo una risposta. Crediamo di poter trovare una necropoli e, in quel caso, dovremo valutarne l'importanza. Se si trattasse di tombe potremmo anche richiudere il sito. Un caso diverso sarebbe se ci imbattessimo in resti di cinte murarie o pavimentazioni». Ma a sollevare proteste sono anche altri progetti di posti auto sotterranei: l'assessore alla Politica del territorio Pietro Mezzi ha scritto proprio alla Sovrintendenza per «difendere gli alberi e il verde di due tra le più belle piazze di Milano: Libia e Grandi», «Certoconferma Di Francesco quello dei parcheggi è un caso frequente perché il Comune ne sta progettando tanti: non si può, però, escludere a priori il colloquio, anche se continueremo a vigilare». II vero problema, per la sovrintendente è un altro: «Lo strumento farraginoso del project financing: il Comune dovrebbe svolgere subito e a proprie spese le indagini per verificare la possibilità di realizzare un'opera. E invece il nostro compito inizia quando c'è stata una gara ed è stato individuato un concessionario che ha le sue ragioni e magari ci mette fretta non facendoci lavorare tranquillamente».