L'AUDITORIUM entra nel Maxxi. Le due istituzioni del Flaminio, dedite agli sconfinamenti dalla musica alle arti visive, al teatro, si vedono saldate dalla donazione che Renzo Piano ha fatto al museo di via Guido Reni del plastico e di 20 disegni con i celebri tre «scarabei » del Parco della Musica. I progetti dell'archistar finiranno nei depositi del Maxxi come gli altri 400 pezzi della collezione arte o i 131.478 della raccolta di architettura e fotografia? Censimento dell'attività del 2014 e programma delle attività del 2015 pongono una serie di interrogativi sul futuro dell'edificio che Giovanna Melandri, presidente della Fondazione, ama definire «piattaforma italiana della creatività». Perché non, semplicemente, "museo"? «Certo che siamo un museo, anzi: siamo musei, visto che per statuto gestiamo e promuoviamo il Maxxi Arte, il Maxxi Architettura e il Museo della Fotografia» risponde l'ex ministro dei Beni culturali. «Solo che il termine ci va stretto poiché non tutto quello che facciamo dalle lezioni di storia, ai concerti, dagli appuntamenti di cinema alle tanto criticate lezioni di yoga, che difendo visto che si fanno anche in tanti altri musei internazionali è "museificabile"». Rimane il fatto che nel tourbillon di eventi 370 nel 2014, oltre alle 37 mostre, cui si aggiungono i partecipanti agli incontri delle società che affittano l'auditorium del Maxxi non c'è spazio per la collezione permanente. O meglio, non c'era. Perché il direttore artistico Hou Hanru ha deciso di «dedicare alle collezioni una galleria permanente». Alleluja. Il critico cinese, nominato nel 2013, con la mostra "Non basta ricordare" del 2014 aveva già riportato alla luce la collezione tenuta nei depositi. Dal 10 ottobre i lavori di Jan Fabre, di Marinella Salvatore, di H.H. Lim, gli archivi di Mario Fiorentino e di Giulio Gra, o l'opera di Mark Bradford pagata 500mila euro (solo per citare acquisti, comodati e donazioni dell'anno scorso) saranno invece esposti stabilmente, ossia a rotazione, con gli altri della raccolta, «in una sala che dobbiamo però ancora individuare» spiega Melandri. Il perché dell'indecisione sta nell'accesso alla collezione «che vogliamo sia gratuito, quindi le opere andranno in un ambiente non collegato a quelli delle mostre che resteranno a pagamento ». Quello della cassa, quindi del gradimento, è una delle note dolenti del Maxxi. Civita, che fino a al 31 marzo ha gestito la biglietteria, ha staccato l'anno scorso 135.527 ticket: nel 2103 erano stati 160.899 e l'anno precedente 162.883. Per la Fondazione Maxxi i numeri che contano sono invece quelli sanciti dai conta-persone inseriti nelle sale: 352.606 i visitatori nel 2014, 52mila in più rispetto al 2013. «Abbiamo fatto e continuiamo a proporre, grazie anche ai nostri sponsor, tantissimi eventi culturali a ingresso gratuito: è la nostra ossessione, aprire il Maxxi anche al pubblico dei non addetti ai lavori. Il successo di un museo non si registra solo alla biglietteria e noi eravamo arrivati all'assurdo di dover pagare 29,9 al vecchio concessionario sulle gratuità» rivendica Melandri. "Open Museum Open City" si intitolava la mostra dedicata al suono per realizzare la quale Hanru ha svuotato le gallerie del museo. Costo della mostra? 550mila euro. Diciannovemila ingressi appena. Per una durata di un solo mese e mezzo. Come se non ci credesse. «È vero il contrario lo difende Melandri è stata, quella, una mostra di cui hanno parlato i giornali di tutto il mondo. Ma proprio il fatto di dover avuto liberare le sale, ci ha costretti a farla durare poco per lasciare spazio alle altre iniziative». Il programma del 2015 prevede una ventina di nuove esposizioni: da "Food, dal cucchiaio al mondo" al via il 29 maggio, al viaggio a "Istanbul passione, gioia e furore" che, firmata da Hanru, aprirà iol 4 dicembre una finestra sul Bosforo.
ROMA - Maxxi-mutazione, il museo dà spettacolo
L'AUDITORIUM entra nel Maxxi. La Fondazione Maxxi ha donato 20 disegni con tre scarabei del Parco della Musica a Renzo Piano. I progetti dell'archistar finiranno nei depositi del Maxxi. La Fondazione gestisce anche il Maxxi Arte, il Maxxi Architettura e il Museo della Fotografia. Il termine "museo" è utilizzato solo per le collezioni permanenti. Il direttore artistico Hou Hanru ha deciso di dedicare alle collezioni una galleria permanente. Dal 10 ottobre, i lavori di Jan Fabre, di Marinella Salvatore, di H.H. Lim, gli archivi di Mario Fiorentino e di Giulio Gra saranno esposti stabilmente. La collezione sarà accessibile gratuitamente, ma le mostre resteranno a pagamento.
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