Trevisanato: Arpav e Ca' Foscari ci danno ragione. I comitati: pronto altro materiale VENEZIA. Sandro Trevisanato, che di giustizia se ne intende oltre a essere presidente di Vtp, di professione fa l'avvocato , taglia corto: «Ben vengano le verifiche della procura, ma mi pare uno spreco di risorse pubbliche - afferma - Mi lasci però dire una cosa agli ambientalisti: il settore crocieristico è l'unico che ha dimostrato interesse e sensibilità per l'ambiente cittadino, proponendo alle compagnie gli accordi Blue Flag: perché se la prendono con noi?». La notizia è che la procura di Venezia ha aperto un nuovo fascicolo sulle grandi navi, puntando in particolare sull'inquinamento, che peraltro era il cuore dell'esposto firmato dall'avvocato Elio Zaffalon per conto di una raffica di associazioni ambientaliste (Ambiente Venezia, Italia Nostra, Ecoistituto del Veneto, Movimento Consumatori, Wwf, Legambiente e Lipu) e cittadini legali al comitato «No grandi navi». Secondo gli ambientalisti, infatti, alcune recenti campagne di monitoraggio ad hoc avrebbero dimostrato che i fumi delle navi inquinano molto e che è solo a causa delle centraline «sopravento» che i test periodici non davano esiti preoccupanti. Ma di fronte a queste accuse, Trevisanato si arrabbia: «Ci sono già stati rilievi dell'Arpav e studi di Ca' Foscari, che sono soggetti pubblici e indipendenti - spiega - Da quando si usano i carburanti puliti che noi abbiamo favorito si sono più che dimezzati i livelli di inquinamento, che sono elevati durante l'inverno quando le navi non ci sono. Forse bisognerebbe chiedersi quali provvedimenti vengono presi per i riscaldamenti o per esempio sui mezzi Actv. che sembrano delle ciminiere». Il presidente di Vtp pur spiegando che non spetta alla società («noi siamo dei semplici "parcheggiatori" delle navi») controllare il rispetto dell'accordo Blue Flag afferma che quasi tutte le compagnie hanno aderito. Ben diversa la tesi dei comitati. «Potrebbe essere un accordo positivo, ma in realtà è stato un mezzo bidone - spiega Luciano Mazzolin (Ambiente Venezia) - le compagnie non aderiscono e noi continueremo a testimoniare fotograficamente i fumi neri che escono dai comignoli». Mazzolin, che vanta una lunga militanza «No Nav» (e anche «No Mose»), spera che questa sia la volta buona. «Altri esposti avevano portato all'apertura di fascicoli di cui non si è saputo nulla - spiega - questa volta siamo più fiduciosi, anche perché si sta muovendo qualcosa un po' ovunque: a Savona c'è un'inchiesta analoga, alcuni centri di ricerca tedeschi stanno approfondendo il tema degli inquinanti delle navi, abbiamo presentato una petizione al Parlamento europeo». Gli ambientalisti sono dunque a disposizione dei pm: «Se ci convocheranno siamo pronti a portare questo e altro materiale nuovo». «L'inquinamento è uno dei punti critici, ma il nostro obiettivo è portare all'attenzione della procura il problema della gestione lagunare complessiva - aggiunge Luigi Lazzaro (Legambiente) - Non ci sono solo le navi, ma anche il Mose, il nuovo canale Contorta che il porto vorrebbe scavare. Servono più indagini».