A Milano vivono oggi circa 200mila migranti. In questo scenario di melting pot in continua trasformazione qualche giorno fa, negli spazi di archeologia industriale dell'Ex-Ansaldo, ha aperto i battenti Mudec, Museo delle Culture, direttore scientifico Marina Pugliese, 17mila metri quadri complessivi. Un luogo che adegua Milano alla globalità, dà voce alla sua comunità internazionale, crea dialogo tra i popoli della città e con i milanesi. Una storia lunga, quella di Mudec, tra ritardi e polemiche, ultima quella con l'archistar progettista David Chipperfield scontento di pavimenti e finiture. Una storia che però finisce bene, perché il complesso finalmente c'è ed è splendido. In particolare la cosiddetta «agorà» o «nuvola», cuore dell'edificio, che si staglia sinuosa in cima al geometrico scalone. Al pianterreno i servizi: didattica, caffetteria, design shop. Sopra due grandi spazi espositivi più bookshop e auditorium, delimitati appunto dalle pareti curvilinee in cristallo dell'agorà, illuminate in modo uniforme 24 ore su 24. Per ora la collezione permanente, 7mila pezzi dei patrimoni etnografici civici, non è ancora esposta: sarà allestita presumibilmente in ottobre, ma si può già vedere nei depositi su appuntamento. L'onore di inaugurare Mudec l'hanno avuto due grandi mostre temporanee. La prima, ricchissima e suggestiva, si intitola «Mondi a Milano»: seguendo il filo di esposizioni commerciali e d'arte ricostruisce l'incontro tra l'Italia e le culture «altre» tra 1847 e 1940. E mette in luce come questi rapporti influenzino gusto e produzione nostrani, diffondendo l'esotismo nella pittura, nella scultura, nelle arti decorative, tra moda, arredo, grafica e design. La seconda rassegna è «Africa. Terra degli spiriti»: in sette sale tenute in penombra, colonna sonora a tema di sottofondo, sono esposti 200 capolavori del Continente Nero. Un'arte a torto definita primitiva, in realtà simbolica, rispondente a precise esigenze di contenuto e di forma. Solo che l'Europa non le ha mai riconosciute perché troppo lontane dai suoi canoni estetici. Molte le scoperte inaspettate, tra bronzi e avori scolpiti, idoli e statue in legno, maschere, troni regali, oggetti d'uso e strumenti musicali. Mudec rappresenta una novità anche dal punto di vista della governance, inedita collaborazione tra pubblico e privato. Il Comune di Milano si occupa di direzione scientifica, conservazione e valorizzazione del patrimonio, organizzazione di attività culturali con Forum Città Milano. Il suo partner è 24 Ore Cultura, che ha ottenuto con bando pubblico la gestione dei servizi e la realizzazione delle mostre. Spese suddivise, 30 al Comune e 70 a 24 Ore Cultura, che ha già investito 2.5 milioni di euro.