VENEZIA Architetto Santiago Calatrava, si aspettava di essere assolto? «I giudici sono stati accurati e oggettivi nella comprensione delle varie e molteplici vicende che hanno riguardato il Ponte e hanno saputo capire che quell'opera rappresenta un unicum, oggetto di attenta valutazione durante la progettazione ed è assolutamente stabile». Sono passate circa due settimane dalla pubblicazione della sentenza della corte dei conti che ha «assolto» Santiago Calatrava dall'accusa di aver progettato male il quarto ponte sul Canal Grande e di avere per questo, con la complicità di tre tecnici chiamati dal Comune di Venezia a dirigere e seguire i lavori, causato un danno erariale quantificato dal procuratore Carmine Scarano in 3,9 milioni di euro. Ora parla l'archistar catalana, la cui firma ha segnato decine di grandi progetti in tutto il mondo. Architetto, la Corte ha però riconosciuto alcuni errori nel progetto per circa 463 mila euro, come affermato da due periti del Politecnico di Torino, che dal punto di vista erariale sono prescritti ma che sono oggetto di una causa civile. Non si rimprovera nulla? «Abbiamo difeso la bontà del progetto in ogni suo dettaglio e continueremo a farlo in ogni sede in cui sarà necessario». Allora perché il costo del ponte è aumentato da 3,8 milioni del primo progetto preliminare ai 6,7 del definitivo e agli oltre 11 finali? E perché il tempo di costruzione è salito da 450 giorni a più di 2.000? «I giudici della corte dei conti sono stati chiari sulla vicenda sull'aumento dei costi del ponte e hanno affermato che le lavorazioni aggiuntive correlate alle varianti sono riconducibili a circostanze non prevedibili e a finalità migliorative. Quindi, come ha affermato lo stesso giudice, "non ad errori e carenze progettuali"». Il procuratore Scarano ha già annunciato che farà appollo. Cosa vorrebbe dirgli? «Non abbiamo nulla da temere. Il progetto è solido ed è fatto bene». I giudici hanno però riconosciuto che nel suo ponte l'ingegneria è stata "stressata" per scelte estetiche... «I giudici hanno evidenziato che il ponte della Costituzione rappresenta un'opera prototipale non tanto nel senso semantico, quanto nella sua unicità, correlata al contesto urbanistico. Quest'opera doveva garantire una duplice funzione: quella di ponte e quella ulteriore di "status symbol". Gli stessi giudici affermano che è ovvio che una struttura siffatta si presta inevitabilmente a forti oscillazioni e spinte sulle spalle che, tuttavia, non sono state sottovalutate: né in sede di progettazione, né in esecuzione». Però converrà che questo ha portato a un aumento notevole dei costi di manutenzione. «Sui costi di manutenzione il giudice ha evidenziato la grande cura e attenzione del progettista nell'elaborazione del piano di manutenzione e ha ricordato che i famigerati episodi di scivolamento sono stati del tutto comuni a ciò che accade a Venezia nelle giornate di pioggia o umidità. Tanto che era stato previsto anche nei verbali di allora della polizia municipale, per cui ogni diversa ipotesi si rivela ad oggi del tutto infondata se non fantasiosa». E i gradini rotti? Proprio da poco il Comune ha impegnato altri 24 mila euro per sostituire sei lastre. «Ahimè, anche la questione della rottura dei vetri è stata sfruttata in modo negativo quando in verità il numero di lastre sostituite rientra perfettamente nella media da noi prevista nel periodo di riferimento (due all'anno, ndr )». Lei ha affermato che il ponte di Venezia è una delle sue opere più importanti. Se ritornasse nel 1997, regalerebbe nuovamente il progetto al sindaco di allora, Massimo Cacciari? «Senz'altro. Sono stato molto onorato e orgoglioso di avere avuto la possibilità di dare il mio contributo a Venezia. Inoltre devo ringraziare Cacciari, che ha sostenuto la mia proposta con convinzione ed energia. Cacciari era a favore di una moderna architettura in una città come Venezia, dove il peso della storia è sentito fortemente». Chi vorrebbe ringraziare per questo risultato? «Il sindaco Cacciari, ma anche tutti i suoi collaboratori per avere sostenuto il progetto in questi anni. Vorrei inoltre anche ringraziare i cittadini di Venezia che hanno accolto la costruzione del ponte con interesse ed entusiasmo».
Venezia, Calatrava. Il ponte, i giudici, le polemiche. Un unicum, rifarei tutto
La Corte dei Conti ha assolto l'architetto Santiago Calatrava dall'accusa di aver progettato male il quarto ponte sul Canal Grande a Venezia. I giudici hanno riconosciuto alcuni errori nel progetto, ma hanno affermato che non sono stati errori progettuali, ma piuttosto circostanze non prevedibili e finalità migliorative. Il costo del ponte è aumentato da 3,8 milioni a 6,7 milioni e il tempo di costruzione è salito da 450 giorni a 2.000. I giudici hanno anche evidenziato che il ponte è stato "stressato" per scelte estetiche. Calatrava ha affermato di aver difeso la bontà del progetto in ogni suo dettaglio e di non avere nulla da temere.
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