Sulla carta non comporterà un consumo di suolo, ma in pratica rischia di snaturare la campagna di Treviglio con la trasformazione di stalle e cascine in strutture residenziali, terziarie e commerciali: è l'allarme che Legambiente lancia sulla variante al Piano di Governo del territorio se sarà approvata a fine mese. L'Amministrazione comunale a metà dicembre ha portato in aula le modifiche al piano delle regole e il piano dei servizi del documento urbanistico. «Due interventi necessari ha spiegato allora l'assessore all'Urbanistica Alessandro Nisoli per riscrivere delle norme tecniche che in questi due anni di vigenza (il Pgt è stato approvato nel 2011), hanno dato alcuni problemi di interpretazione o difficoltà d'utilizzo. Questa variante non va a sottrarre un solo metro quadro di superficie agricola, in quanto la Regione Lombardia ha approvato la legge sul consumo di suolo». Una rassicurazione che però non convince gli ambientalisti perché, se non occupa nuove terre, liberalizza il recupero delle cascine. «Rispetto all'attuale Pgt chiarisce Patrizio Dolcini del circolo di Legambiente è ammessa la costruzione di nuovi edifici residenziali; sono ammesse destinazioni commerciali, direzionali, produttivo artigianali che prima erano limitate al 25 per cento dell'esistente. È stato introdotto il recupero della superficie coperta di edifici tecnici esistenti (anche le stalle) dismessi da almeno cinque anni. Prima questo era escluso dal Pgt. È stato inoltre cancellato l'articolo che limitava gli insediamenti in ambito agricolo». Norme che per l'ecologista potrebbero comportare un processo di svuotamento e cementificazione della campagna trevigliese, dove da tempo il numero delle aziende agricole si sta riducendo. Nel 2014 è sceso a 99 contro le 129 attive nel 2010 e le 261 del 2000. Un fenomeno che ha provocato un abbandono continuo degli edifici rurali. Ormai non è infrequente trovarne di fatiscenti anche a ridosso di strade di forte percorrenza. «Lo snaturamento di cascine e stalle attacca Dolcini è solo la punta di diamante di una filosofia che contestiamo. La riscrittura delle regole in maniera tale da avere le mani libere. Si finisce per non avere più un disegno di città, ma essere in balia della proposta di turno del mercato, che arriva, fa la sua offerta. E il Comune si adegua». Per Legambiente l'altra faccia della medaglia di questo processo è il paradosso che si sta creando sul Plis, il Parco locale d'interesse sovra comunale in cui Treviglio aveva conferito una porzione importante del suo territori. Nel 2013 la convenzione è scaduta senza rinnovo ma il mese scorso i comuni aderenti hanno deciso il rilancio affidando proprio a Treviglio il ruolo di capofila. «Paradossalmente chiarisce Dolcini l'Amministrazione comunale Pezzoni porta in approvazione definitiva una variante che cancella tutte le prescrizioni di salvaguardia che erano state fissate per il territorio che avevamo inserito nel parco. In pratica il plis sarà solo una riga su una mappa». «In tutto sono state presentate 70 osservazioni alla variante replica l'assessore Alessandro Nisoli . A Legambiente risponderemo in aula. Sul Plis va chiarito che la salvaguardia non tocca ai Pgt, ma andrà inserita nella nuova convenzione che i Comuni soci sottoscriveranno».
Treviglio. Negozi al posto delle cascine. Legambiente sulle barricate
L'Amministrazione comunale di Treviglio ha presentato una variante al Piano di Governo del territorio che liberalizza la costruzione di nuovi edifici residenziali e commerciali, e introduce il recupero della superficie coperta di edifici tecnici esistenti. Questa variante è stata criticata da Legambiente, che teme che possa snaturare la campagna trevigliese e provocare un processo di svuotamento e cementificazione. L'ecologista Patrizio Dolcini ha anche criticato la decisione di portare in approvazione definitiva una variante al Plis, il Parco locale d'interesse sovra comunale, che cancella le prescrizioni di salvaguardia per il territorio.
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