Chiuso il censimento del Ministero del Tesoro e dell'Agenzia del Demanio sui beni disponibili Tra musei e caserme, parchi e ville storiche, spiagge e monumenti le proprietà scendono a 25 mila unità Duemila sono «storici» ROMA QUALCHE pezzo è andato "perduto": non più 26.018 beni, ma 760 in meno: 25.258. Non si parla di vasi o quadri, ma di musei e caserme, parchi e ville storiche, spiagge e monumenti, terreni e ponti. La radiografia del patrimonio dello Stato aggiornata al 2005 dall'Agenzia del Demanio conta 25.258 beni, 2.686 parte del demanio artistico e storico. Di questi 12.157 sono «disponibili», ovvero «gestibili secondo criteri economici». Il censimen-to è contenuto nel «contratto di servizi» tra il ministero dell'Economia e l'Agenzia del demanio per il triennio 2005-2007. Anche questo nuovo triennio contrattuale prevede un aumento di redditività del patrimonio e diverse opere di manutenzione ordinaria e straordinaria per valorizzarlo. Il patrimonio conta per lo più immobili tra fabbricati ad uso abitativo (5.414) e ad uso non abitativo (7.252). Oltre 500 sono caserme e infrastrutture militari, mentre nel portafoglio dei terreni si contano 707 «risorse naturali». Nello scrigno del patrimonio demaniale ci sono 2.054 fabbricati, 555 terreni e 77 infrastrutture. Di questi 1.476 sono immobili di valore culturale «intoccabili». Si tratta infatti di beni inalienabili che non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi. Nella lista ci sono anche 11 infrastrutture militari e 12 aree con interesse culturale o naturale. Sotto la voce «strutture indisponibili» si contano 10.414 beni. Si tratta di quelli destinati a pubblici utilizzi quali, pere esempio, le sedi di amministrazioni centrali dello Stato; in questa fetta di patrimonio figurano anche i beni in parte vincolati a destinazioni sociali. C'è poi il cosiddetto patrimonio «disponibile». Nel portafoglio destinato a produrre frutti dal punto di vista economico figurano 3.638 fabbricati, 755 infrastrutture (di cui 45 militari) e 7.764 terreni. Il «contratto di servizi» siglato tra Agenzia del Demanio e ministero vede tra i suoi obiettivi principali «l'incremento di redditività del portafoglio», nonché un «aumento del valore economico dei beni» da realizzarsi anche attraverso precisi interventi di manutenzione o restauro. Il patrimonio demaniale è parte del cosiddetto «attivo patrimoniale dello Stato», nel quale vanno ricompresi invece ogni tipo di bene pubblico: dall'aria all'acqua fino alle frequenze. Nel 2002 per iniziativa dell'allora ministro Tremon-ti e del direttore generale Domenico Siniscalco sono state costituite anche Infrastrutture e Patrimonio Spa. Dal 2003 la Kpmg mette a punto annualmente un inventario dettagliato di ogni bene di proprietà dello Stato al di là di quelli meramente «demaniali». L'ultimo aggiornamento stimava un valore di circa 977 miliardi di euro.