Speranze, più che obiettivi. Riposti in Anna Maria Affanni, che - di fatto - ha sostituito alla guida della Soprintendenza ai Beni artistici e architettonici del Fvg Giulia Picchione, trasferita nelle scorse settimane a L'Aquila. Il Comune, e in primis il sindaco-assessore ai Lavori pubblici Ettore Romoli, auspicano ora un'inversione di tendenza rispetto alla linea di rigore tracciata dalla dirigente che ha lasciato la guida dell'ufficio regionale per trasferirsi in Abruzzo. Idealmente, il primo cittadino ha già pronta una lista di problematiche e questioni da sottoporre ad Affanni, nominata dal ministro Dario Franceschini a capo del nuovo Segretariato regionale del Mibac, l'ufficio di coordinamento delle soprintendenze che ha sostituito la Direzione regionale dei Beni culturali. Il nuovo ufficio ha di fatto accorpato l'ex Soprintendenza ai Beni storico-artistici e l'ex Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, fondendone le competenze in un'unica entità. I ripetuti niet dell'ufficio regionale deputato a preservare i beni architettonici del Fvg hanno creato una serie di criticità nel cuore del capoluogo isontino. L'ideale viaggio parte dall'ex deposito dei tram di piazzale Saba, pessimo biglietto da visita per i turisti che arrivano in città. La struttura, che risale ai primi del Novecento, è ormai ridotta a rudere: si stanno completando in questi giorni le operazioni di bonifica dall'amianto, utilizzato a suo tempo per le coperture dei capannoni. E proprio in concomitanza con l'intervento, sia il sindaco Romoli che l'assessore al Patrimonio, Francesco Del Sordi, hanno auspicato la revisione di una decisione che ha sin qui bloccato ogni progetto di riconversione dell'area che si trova tra corso Italia e via di Manzano. Già in tempi non sospetti, a metà del decennio passato, il Comune aveva elaborato un progetto preliminare per la demolizione della fatiscente rimessa e la realizzazione sul sedime liberato di un parcheggio da 70 posti, a servizio in particolare dai pendolari che utilizzano i treni della vicina stazione ferroviaria. Poi, lo stop della Soprintendenza. Che di recente ha inoltre negato la demolizione di una palazzina privata pericolante, in via Morelli: l'azienda proprietaria dell'immobile è fallita, quindi non può concretamente ristrutturare l'edificio, che s'affaccia sulla pubblica via. A ottobre - dopo che il Comune si era proposto di demolire il palazzo a proprie spese in attesa di rivalersi sulla proprietà in sede di procedura fallimentare - l'altolà della Soprintendenza. Risultato: via Morelli chiusa per mesi e ancor oggi praticabile a metà. C'è poi il caso della Stella Matutina: a fine giugno, lo scorso anno, una parte del tetto dell'ex cinema è crollato, evidenziando gravi problemi di staticità dello stabile oggi di proprietà dell'Università di Udine. Considerati i vincoli, l'unica soluzione per scongiurare ulteriori crolli è risultata essere il puntellamento con imponenti travi di legno, che sorreggono la struttura. Una soluzione tanto efficace quanto antiestetica, criticata a più riprese da Romoli. Christian Seu