PIù di 11mila persone hanno visitato ieri il nuovo Museo Egizio, nel primo giorno di apertura. L'ingresso era gratuito, dalle 9 alle 23, con chiusura a mezzanotte: un regalo della presidente Evelina Christillin alla città e ai turisti, al pubblico insomma, per ringraziarlo di avere frequentato le sale con sarcofagi e papiri anche durante il cantiere, quando non tutti gli spazi erano accessibili. Con risultati più che apprezzabili, dal momento che nel 2014 si sono raggiunte comunque cifre record, superiori addirittura a quelle del 2006, l'anno delle Olimpiadi. Chi voleva ieri poteva però donare un contributo libero alla Fondazione per la ricerca sul cancro di Candiolo. C'erano code già dal mattino: diminuite nell'ora di pranzo, sono continuate per tutto il pomeriggio, raggiungendo a tratti, dall'ingresso in via Accademia delle Scienze il sagrato della chiesa di San Filippo, in via Maria Vittoria. In fila c'era però solo chi non aveva prenotato, o per non averci pensato, o perché sul sito del museo non si accettavano più da giorni le richieste per programmare la visita: non restava che aspettare on pazienza il proprio turno. Mentre i prenotati entravano direttamente. «Abbiamo previsto circa 600 prenotazioni ogni ora, con ingressi suddivisi in varie fasce, per non creare affollamenti all'interno del museo - dicono dagli uffici. -L'accesso era garantito per tutti, anche per chi non si era iscritto: solo dalle 23 si sono previsti sbarramenti, a un'ora dalla chiusura del museo". Numerosi gli appassionati di egittologia, ma tanti anche i semplici curiosi, che hanno voluto vedere il nuovo museo ampliato e ristrutturato. Quello che si è presentato ieri al pubblico era , a tutti gli effetti, un "altro" museo. A partire dal percorso di visita, che dall'accesso nel cortile interno del palazzo prosegue nell' ipogeo e quindi, attraverso le scale mobili, al 2 piano: e di lì ridiscende fino allo Stauario. Un percorso non facile da individuare: l'esordio è dunque servito anche per capire che si dovranno aggiungere segnalazioni a quelle, un po' laconiche, già predisposte. Tra le lodi entusiaste raccolte nella Galleria dei Sarcofagi e nella Sala dei Papiri, e l'interesse dimostrato per il filmato in 3D che racconta la scoperta della Tomba di Kha a Tebe da parte di Ernesto Schiaparelli (e per gli altri video tridimensionali, soprattutto da parte di chi li aveva già visti in altri musei) o per la ricostruzione di quella di Iti e Neferu, dove tra colonne reiventate si intravede il paesaggio del Nilo, anche qualche lamentela: per i caratteri delle didascalie, ritenuti troppo piccoli e non facilmente leggibili, soprattutto da chi non è più giovanissimo. E perché latitano le panchine sul percorso. Tra i punti critici, anche la temperatura: al mattino si era acceso il riscaldamento, non ci si aspettava infatti una giornata dal clima estivo: si è corsi ai ripari, ma è rimasta qualche criticità. E' prevalsa comunque l'ammirazione: alcuni ospiti, avvistato il direttore Christian Greco, autore del percorso espositivo, gli si sono avvicinati per complimentarsi. Ammirazione anche per il raffinato recupero del palazzo barocco, l'ex Collegio dei Nobili, da parte del progettista Aimaro Isola. Intanto le prenotazioni per le scolaresche sono già al completo per i prossimi mesi. E l'Egizio è stato inserito tra gli obiettivi sensibili per la sicurezza, in vista anche dell'Ostensione della Sindone: da aprile a giugno, all'interno del museo ci sarà la polizia e si effettueranno controlli all'ingresso.
TORINO - "L'assalto" all'Egizio già 11 mila i visitatori nel giorno del debutto
Ieri, il Museo Egizio ha aperto le porte al pubblico per la prima volta, con oltre 11.000 persone che hanno visitato il museo in un giorno. L'ingresso era gratuito, dalle 9 alle 23, e chi non aveva prenotato o non si era iscritto poteva aspettare il proprio turno. Il museo è stato ristrutturato e ampliato, con un percorso di visita nuovo e un accesso garantito per tutti. I visitatori hanno apprezzato il percorso espositivo, le didascalie e le ricostruzioni, ma hanno anche lamentato la temperatura e la mancanza di panchine.
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