È stato acquistato a Parma dopo cento anni di oblio in una cantina di Como Esposto un giorno alla Gam UN RITROVAMENTO che è un'avventura, che vede protagonista un dipinto, con un lieto fine a coronare una storia rocambolesca: e non si tratta di un quadro qualsiasi, visto che è un'opera di Camille Pissarro, tra i padri dell'Impressionismo, le cui opere si trovano nei più importanti musei del mondo. La storia inizia molti anni fa, e congiunge due isole lontanissime: le Antille - ribattezzate all'inizio del Novecento Isole Vergini americane, note anche con la dicitura di Indie Danesi - dove il pittore nacque nel 1830 - e la Sicilia, Palermo. In mezzo, una sosta lunga un secolo al buio di una cantina in una antica villa di Como, e il passaggio per il mercato antiquario di Parma. È qui che nell'autunno dello scorso anno è stato ritrovato il dipinto di Camille Pissarro, raffigurante tre figure femminili, datato 1854 e delle dimensioni di cinquanta per trentacinque centimetri. Dipinto realizzato con la tecnica ad olio, firmato dall'artista, e tra l'altro certificato sul retro da uno dei cinque figli del pittore, Paul-Emilie, nato nel 1884 e morto nel 1972. Storia nella storia, la modalità dell'acquisto del dipinto e del ritrovamento: la pittura venduta al mercato antiquario di Parma era un'altra. Ma dietro quest'ultima, durante un cambio di cornice, la rivelazione del preziosissimo tesoro firmato dal padre dell'Impressionismo. Inizialmente è stata dunque un'altra immagine a colpire l'attenzione del collezionista palermitano che non vuole assolutamente rivelarsi - e che, avendo acquistato un gradevole dipinto per una cifra irrisoria si trova adesso tra le mani un vero e proprio tesoro. Collezionista che, oltre a voler rimanere anonimo, è da ascriversi tra i facoltosi appassionati d'arte dell'Isola, e che, felicissimo dell'inaspettato ritrovamento, non ha alcuna intenzione di disfarsi dell'opera. Nessuna vendita, insomma, almeno non per ora: il quadro si trova in un caveau di sicurezza, e qui rimarrà. Ma chi avrà la curiosità di vederlo, ha un'occasione unica: per la prima volta in assoluto, e solo per poche ore, verrà esposto dopodomani alle 16,30 nella sala conferenze della Galleria d'Arte Moderna Sant'Anna, nel corso di un incontro dove verranno illustrate nel dettaglio le vicende che hanno composto i tasselli di questa complessa storia. A presentare il dipinto, Antonella Purpura, direttrice della Gam, il docente di conservazione e restauro Franco Fazzio, il notaio Sergio Tripodo, in rappresentanza legale del proprietario del dipinto, e il giornalista Vincenzo Prestigiacomo, che in questa vicenda ha avuto un ruolo-chiave. Racconta Prestigiacomo: «Da oltre un anno sto seguendo e ricostruendo le vicende di questo quadro di Pissarro, che ho incrociato per caso e che si è rivelato custode di una storia complicata e affascinante, che mi ha totalmente appassionato. Posso dire che, dell'esistenza del dipinto, certificato dal figlio dell'artista, è stato informato anche uno degli eredi, Joachim Pissarro, che vive e New York. Anche lui entusiasta di questo ritrovamento. So che molti tenteranno di non accreditare questa attribuzione, ma d'altronde abbiamo a nostro sostegno anche la convalida di molti esami tecnici e diagnostici di specialisti, che confermano la mano di Camille Pissarro». Tra gli esami e gli interventi di restauro, quelli realizzati a Palermo dal restauratore Franco Fazzio, che ha avuto l'incarico di revisionare la pittura di Pissarro. La storia di questo dipinto e la vita dell'artista si intrecciano fin da subito: Camille - nato Jacob-Abraham Camille Pissarro nel 1830 - da padre francese di origini ebraico sefardite e portoghesi e da Rachel Manzana-Pomie, della Repubblica Dominicana, vive i primi anni della sua vita nella cittadina di Charlotte Amalie, nelle isole Antille, dove la famiglia possedeva la bottega più importante dell'isola. A soli dodici anni, per assecondare il suo precoce talento artistico, la famiglia lo manda a studiare a Passy, nei pressi di Parigi, dove Camille disegna molto e ha l'occasione di vistare il Louvre per ammirare i capolavori della collezione. A diciassette anni ritorna nelle Antille, aiuta i genitori nella bottega di famiglia e quando l'anziano pittore danese Fritz Melbye visita l'isola, nel 1852, decide di seguirlo alla volta del Venezuela. Arriva a Caracas ed esegue i primi dipinti, dedicati alle scene di vita quotidiana per le strade della città. Ma nell'agosto del 1854 l'artista torna nell'isola natìa: ed è proprio questa la data che coincide con la realizzazione del dipinto inedito, raffigurante le tre figure femminili. Camille Pissarro aveva dunque ventiquattro anni quando realizza il dipinto oggi "ritrovato", ed è una data particolarmente importante perché è esattamente il momento che precede la formazione francese: Pissarro al ritorno dal viaggio in SudAmerica ha avuto la possibilità di allenare la sua esperienza tecnica e compositiva, ma al ritorno nelle Antille non dimentica la sua parte creola- di ascendenza materna, d'altronde- insieme alle suggestioni esotiche. E' questo il periodo "negresse" dell'artista, tema che del resto caratterizzerà la sua intera produzione, incentrato sulle raffigurazioni femminili e influenzato dalla forte presenza della natura. Dopo questa data, l'anno seguente, nel 1855, Camille Pissarro si trasferirà definitivamente a Parigi, dove frequenta l'École des Beaux-Arts e studia le opere di Gustave Courbet, Charles-François Daubigny, e Jean-Baptiste Camille Corot, che lo colpiscono in modo particolare, conoscendo nel frattempo il gruppo che costituirà il cuore degli Impressionisti: Claude Monet, Paul Cèzanne, Pierre-August Renoir, Alfred Sisley. Nei primi anni della sua presenza a Parigi, Camille Pissarro non dimenticherà paesaggi e protagonisti della sua isola d'infanzia, proseguendo per qualche tempo a dipingerli a memoria, con temi e modalità che saranno centrali per lo sviluppo dell'Impressionismo.
Il Pissarro nascosto sotto un dipinto trovato per caso da un palermitano
Un quadro di Camille Pissarro, un pittore dell'Impressionismo, è stato ritrovato in una cantina di Como dopo cento anni di oblio. Il dipinto, datato 1854, raffigura tre figure femminili e misura 50x35 cm. È stato acquistato da un collezionista palermitano al mercato antiquario di Parma, dove era stato venduto come un'altra opera. Il dipinto è stato certificato dal figlio dell'artista, Paul-Emilie, e ha subito un restauro a Palermo. La storia del dipinto è complessa e affascinante, e il quadro sarà esposto per la prima volta in assoluto nella Galleria d'Arte Moderna Sant'Anna di Parma il 16 ottobre alle 16,30.
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