IL CASO IL MINISTERO A CACCIA DI FINANZIAMENTI: SERVONO 20 MILIONI UN BANDO per la sponsorizzazione del risanamento della Domus Aurea. Sul modello del Colosseo. Ad annunciarne la pubblicazione «entro l'estate» è stato ieri il soprintendente speciale per il Colosseo e l'Area archeologica di Roma, Francesco Prosperetti, presentando la conclusione del cantiere pilota su uno dei ventidue bacini della nuova copertura "sostenibile" della reggia di Nerone. Un primo, importante, traguardo. A cui seguirà nei prossimi mesi insieme al monitoraggio dei risultati l'inizio dei lavori sul secondo bacino, con fondi della Soprintendenza. Ma per completare gli interventi di risanamento su tutta la superficie della Domus almeno nella parte esterna servirebbero «almeno venti milioni di euro» (il progetto completo ne prevede trentuno). Per questo si cercano finanziamenti esterni, da affiancare ai fondi pubblici (in parte già promessi dal Ministero ai Beni Culturali). In sei mesi spiega Francesco Prosperetti «con il crowd funding abbiamo raccolto solo quindicimila euro»: circa 3.500 dai donatori volontari sul web e il resto da una parte (un euro a ticket) dei biglietti per le visite guidate nei week-end. «Ci aspettavamo di più riflette il soprintendente, rilanciando l'appello Abbiamo invece registrato interesse da parte di sponsor sia italiani che esteri. E questo ci spinge a programmare un bando, come per il Colosseo, in cui a fronte di sponsorizzazioni saremo noi a dettare le regole per l'utilizzo del brand». Per garantire in futuro il risanamento strutturale della Domus e la salvezza dei suoi splendidi affreschi, è indispensabile infatti il completamento del progetto. Che vede in superficie spiega Ida Sciortino, direttrice del monumento, da oggi purtroppo in pensione «la creazione di un nuovo giardino (già realizzato per circa 800 metri quadri su sedicimila), più "leggero" (750 chili al metro quadro, invece di tremila) e privo delle alberature che con le loro radici minacciavano le volte». E, più in profondità, la creazione di un sistema integrato di protezione delle strutture sottostanti, con ventidue bacini (di cui uno già realizzato) per il drenaggio dell'acqua e il monitoraggio dell'umidità che tanto in passato ha danneggiato gli affreschi. In superficie come già si può vedere oggi nella prima "parcella" il giardino contemporaneo appare come un incantevole prato attraversato da viali che ricordano, in questo primo tratto, il cortile della reggia neroniana sottostante. E impreziosito da piante (tipiche degli antichi giardini romani), fiori e aiuole che suggeriscono, con i loro colori e le loro geometrie, gli ambienti nascosti alla vista e sepolti da Traiano, che per damnatio memoriae di Nerone li interrò e vi costruì sopra le sue Terme. Il nuovo giardino in futuro «avrà una gestione congiunta Comune-Soprintendenza » ha spiegato l'assessore capitolino alla Cultura, Giovanna Marinelli. E sarà accessibile al pubblico quando i lavori saranno completati, anche se «non è escluso» ha detto Francesco Prosperetti, che in futuro non possa essere previsto un affaccio nel corso delle visite guidate alla Domus Aurea. Ma non c'è solo il futuro: quel che gli scavi degli ultimi mesi hanno svelato è l'esistenza di un secondo piano del padiglione neroniano al di sopra dell'ala occidentale. È stata evidenziata, inoltre, una fase successiva alla riconversione termale di età traianea, grazie alla scoperta di una necropoli risalente al VI-VII secolo d. C.