RISSA al museo, con tanto di cacciata non di un cittadino qualunque che già sarebbe grave di per sé, essendo le commissioni consiliari del Comune aperte al pubblico ma dell'architetto che quel museo, il Mao, l'ha disegnato e allestito meno di sei anni fa. La sua colpa: voler prendere la parola per denunciare quello che considera lo «scempio» del suo progetto, il riallestimento del piano terreno, da cui sono stati portati via i Buddha per lasciare spazio alle mostre temporanee di fotografie. A prendere in mano la sferza contro l'architetto Andrea Bruno (lo stesso del restauro del Castello di Rivoli) è stato il presidente della commissione Cultura, Luca Cassiani. Che, presentatosi in ritardo, quando dopo l'illustrazione delle modifiche al museo fatta dalla presidente di Torino Musei, Patrizia Asproni e dal neodirettore Marco Biscione l'architetto Bruno ha chiesto di poter dire la sua, Cassiani, di fronte ad una pattuglia di consiglieri comunali allibiti, si è subito inalberato: «Lei cosa ci fa qui? Se ne vada ». Bruno non reagisce e si alza in piedi per prendere la parola. Cassiani lo raggiunge e lo blocca: volano parole grosse, le urla si sentono fino in via San Domenico. I presenti provano a dividere i due litiganti, ma niente: «Io sono un cittadino dice l'architetto lei non mi caccerà mai fuori da un museo, è casa mia». Cassiani non molla: «Se ne vada, lei non può stare qui». Più tardi chiarirà: «Il museo a quell'ora era chiuso e lui non era invitato. Io ho esagerato con i toni, lo ammetto, ma lui si è introdotto sotto mentite spoglie. E se devo dirla tutta adesso il museo è pure più bello di prima». L'architetto non ci sta: «È stata una cosa spiacevole. Ho lavorato in Afghanistan e sono abituato a parlare con i taliban, ma mai mi era capitata una cosa del genere». Del museo? «Uno scempio sostiene Nella vetrina dei capitelli hanno messo una foto della Costa Concordia a Venezia. Che roba!». Il caso Cassiani finirà all'esame dei capigruppo. Chiara Appendino (M5s) ha chiesto una censura formale al presidente del Consiglio, Porcino. E qualcuno vorrebbe anche chiederne le dimissioni da presidente di commissione.
Mao, il consigliere caccia l'architetto
A Torino, il presidente della commissione Cultura del Comune, Luca Cassiani, ha cacciato l'architetto Andrea Bruno dal museo Mao, dove Bruno aveva presentato una denuncia per il riallestimento del piano terreno, che ha portato via i Buddha per lasciare spazio alle mostre temporanee di fotografie. Cassiani ha bloccato Bruno e ha chiesto di lasciare il museo, ma Bruno ha risposto che il museo è "casa mia". Il caso è stato denunciato al presidente del Consiglio, Porcino, e qualcuno ha richiesto le dimissioni di Cassiani. L'architetto ha affermato che il museo è più bello di prima e che la sua denuncia non era spiacevole.
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