PAPA Urbano VIII, passato alla storia non solo per gli interventi architettonici nella Roma barocca ma anche per aver fatto inginocchiare e abiurare Galilei, commissionò nel 1628 al pittore emiliano Giovanni Lanfranco la pala d'altare dell' "Immacolata concezione con angeli musicanti" che, bruciata da un incendio nel 1813, oggi ritorna in parte alla luce. L'artista aveva già affrescato nel 1621 la cupola della Basilica di Sant'Andrea della Valle, la terza più alta della capitale, in cui compaiono gli angeli musicanti. I due angeli della pala, gli unici frammenti reduci dalle fiamme, sono rimasti per oltre due secoli nell'anticamera della sagrestia dei Frati Cappuccini di via Veneto, fin quando, in vista della mostra sulla pittura barocca promossa dalla Fondazione Roma, ha suscitato l'interesse della soprintendenza al Patrimonio storico e artistico della capitale. Il lavoro di restauro è stato eseguito dalla dottoressa Fabiola Jatta che, con la collega Laura Cibrario, hanno riportato alla luce i due misteriosi frammenti. Il finanziamento per l'intervento è stato proposto dalla segreteria generale della Fondazione Roma, Tatiana Kasanyenko, mentre i lavori sono stati eseguiti sotto la direzione della responsabile alla soprintendenza Adriana Capriotti, la quale in occasione dell'esposizione ha deciso di mantenere visibili anche i tantissimi "pentimenti", ossia le parti mascherate a causa dei ripensamenti dell'artista.
Gli angeli di Lanfranco esposti dopo il restauro
Papa Urbano VIII commissionò al pittore Giovanni Lanfranco la pala d'altare dell' "Immacolata concezione con angeli musicanti" nel 1628. Il dipinto, bruciato in un incendio nel 1813, ha restituito solo due frammenti, gli angeli musicanti, che sono stati conservati nell'anticamera della sagrestia dei Frati Cappuccini di via Veneto per oltre due secoli. La soprintendenza al Patrimonio storico e artistico della capitale ha deciso di eseguire un restauro per riportare alla luce i frammenti. Il lavoro di restauro è stato eseguito dalla dottoressa Fabiola Jatta e dalla collega Laura Cibrario.
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