Lecce. Parla leccese una porzione significativa del Museo egizio di Torino i cui nuovi allestimenti, dopo tre anni di lavori e un investimento di 50 milioni di euro, sono stati inaugurati l'altro ieri alla presenza del ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini. Un ruolo da protagonista nella creazione della nuova veste "virtuale" del museo, il secondo al mondo per importanza dopo quello del Cairo, lo ha svolto una équipe dell'Information Technologies Lab del Cnr Ibam di Lecce, coordinata dall'architetto Francesco Gabellone e composta da Ivan Ferrari, Francesco Giuri e Maria Chiffi. Il pool di esperti salentini ha restituito in forma tridimensionale quasi cento oggetti di corredo della tomba di Kha ricollocati poi virtualmente nel loro contesto originario. Le nuove forme di comunicazione museale basate sulla narrazione dinamica ottenuta attraverso una raffinata tecnica di ricostruzione virtuale, hanno fortemente modificato le logiche espositive e le modalità stesse di fruizione dei contenuti culturali da parte del pubblico. Gli allestimenti curati dal Cnr Ibam di Lecce si trovano al primo piano del Museo egizio. «La nostra è stata un'esperienza assai stimolante sui temi dell'archeologia osserva Francesco Gabellone - e caratterizzata dal confronto tra gruppi di egittologi e di tecnologi del Cnr, entrambi impegnati a supporto dei processi di conoscenza. Per la prima volta il Museo egizio apre le porte in modo deciso alla tecnologia grazie alla quale ora è possibile immergersi nella storia con un approccio virtuale capace di creare il pieno coinvolgimento del visitatore toccando le corde delle emozioni». Da recenti studi risulta evidente che tutti quei musei che hanno caratterizzato la propria offerta attraverso le tecnologie digitali e la partecipazione attiva del pubblico, hanno ottenuto i maggiori successi in termini di affluenza e, con molta probabilità, una maggiore comprensione delle informazioni culturali offerte. In questo contesto nasce per il Museo Egizio di Torino una proposta innovativa di comunicazione basata sull'uso di tecnologie di restituzione tridimensionale.
Il Museo egizio si visita in 3D con software di fattura salentina
Il Museo egizio di Torino ha inaugurato nuovi allestimenti dopo tre anni di lavori e un investimento di 50 milioni di euro. L'equipe dell'Information Technologies Lab del Cnr Ibam di Lecce ha creato una "veste virtuale" del museo, utilizzando tecnologie di restituzione tridimensionale per ricollocare quasi cento oggetti di corredo della tomba di Kha nel loro contesto originario. Gli allestimenti si trovano al primo piano del museo e offrono una nuova forma di comunicazione museale basata sulla narrazione dinamica. Il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, ha inaugurato gli allestimenti. La tecnologia ha modificato le logiche espositive e le modalità di fruizione dei contenuti culturali.
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