Per chi resta in città, ultimi giorni per ammirare i dipinti di Raffaello. Porte aperte anche a palazzo Martinengo Natale con i tuoi, Pasqua al museo: i ritardatari delle vernici si precipitino in Santa Giulia. Ancora tre giorni e rispediranno l'Angelo al Louvre: la mostra «Raffaello opera prima» chiude lunedì (il monastero è aperto anche domenica, dalle 9.30 alle 17.30). I pezzi superstiti della pala Baronci lavoro di un Sanzio ragazzino ma già raccomandato dai Montefeltro resteranno appesi alle pareti ancora per qualche ora: è l'ultima chance per vederli insieme. Dal primo contratto di Raffaello, 33 ducati d'oro in 3 rate, sono usciti l'Angelo del conte Paolo Tosio, un Padre eterno e la Vergine Maria, oggi a Napoli. C'era un altro cherubino: ha viaggiato in taxi fino al Louvre. Il ritratto anonimo di cui voleva disfarsi un tassista di Strasburgo (gliel'aveva lasciato una zia monaca) era un Angelo della pala, strappato agli altri, camuffato da patrizio e passato da un collezionista a un convento. Stesso giorno e stessa festa, resta aperto pure il Capitolium (domenica e lunedì dalle 10 alle 17). Chi non è ancora sazio faccia qualche passo in là, oltre il tempio Capitolino: l'esposizione «Il cibo nell'arte. Capolavori dal Seicento a Warhol» allestita a palazzo Martinengo, propone nature morte e Campbell's soup sia a Pasqua che a Pasquetta (la visita stuzzica l'appetito: gli ospiti riceveranno un uovo di cioccolato in regalo). Altrimenti se ne vada in Giappone: al museo Diocesano, aperto lunedì (dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18) ci sono bambole in kimono, zoccoli di legno, fiori, farfalle e maschere di cartapesta e «Le incisioni alla maniera nera del maestro Narumi Harashina». Studi a Brera e Parigi, un'ossessione per fondi neri e gli equilibri precari, l'artista nipponico è un illusionista delle forme. I relitti della borghesia, gli intrecci di paglia e i feticci di certi salotti di Tokyo vengono trascritti sulla lastra, ma trasfigurati. I patiti dell'arte di Montichiari dovranno invece attendere. Pinacoteca, musei e castello sono off limits, in questi giorni: lavori in corso e chiusura per ferie. Per vedere i pitocchi del conte Lechi e i quadri di Bergomi basta aspettare dopo le feste. Fortezza Bonoris, invece, riapre il 2 maggio.