«Postazioni luminose e sculture di luce riproporranno nel futuro parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio le prospettive delle fortificazioni secentesche comparse nel corso degli scavi». Lo ha reso noto ieri il Direttore regionale ai Beni culturali Mario Turetta. «Ricorreremo a soluzioni ottiche e scenografiche scientificamente corrette, che ne riprodurranno la consistenza architettonica, offrendo ai cittadini la fruizione e la comprensione di quanto è affiorato. Il posteggio sarà corredato di un percorso archeologico sotterraneo, sospeso fra suggestioni artistiche e riflessioni sulle modifiche urbane avvenute». Sarà solo un'illusione ottica? «No» assicura Turetta. «I resti e i tracciati del rivellino di controscarpa delle mura secentesche di Torino saranno evidenziati nella nuova costruzione del parcheggio, sezionati ed inglobati nelle pareti». Ma sono state smantellate le vestigia romane e le cantine cinquecentesche. «Sono scelte che il Ministero ha effettuato a norma dell'articolo 22a del Codice dei beni culturali, che prevede la demolizione dei beni, quando non costituiscono particolare interesse. In piazza San Carlo e in piazza Vittorio sono affiorate memorie con caratteristiche diverse. La prima cosa di cui ci siamo preoccupati è stata di accertare il loro valore e stato di conservazione». Quelle di epoca romana come sono state giudicate? «In entrambe le piazze sono venute alla luce vestigia romane rurali. Erano quanto rimaneva di basse fondazioni di edifici, costituiti da filari di ciotoli che, portati a nudo, non avrebbero potuto essere conservati. Mentre sono stati ricoverati in Museo i resti sepolcrali della necropoli, con i loro corredi funebri». E il ponte secentesco costruito per accogliere il corteo nuziale di Madama Reale? «Già in origine era composto da strutture effimere. Le abbiamo trovate minate da profondi cedimenti strutturali. Non avevano valore architettonico, ma storico. Per questo ne verrà conservata la memoria, lasciando nel parcheggio i resti dei pilastri in migliori condizioni. Verrà inoltre mantenuta la traccia del bastione comparso all'angolo di via Maria Vittoria». Intanto gli scavi procedono. Turetta ieri pomeriggio non aveva ancora ricevuto «il decreto di sospensione» delle opere, annunciato dal ministro Buttiglione. L'as-sessora Anna Maria Sestero l'altro giorno si era chiesta a che cosa servirà ora: «Se verrà emanato per tutelare beni che non ci sono più o per accertare responsabilità». «Se ci fossero stati beni da tutelare -risponde Turetta - non sarebbero stati rimossi. Lo scrupolo, la professionalità degli archeologi che hanno esaminato la questione è fuori discussione».
Gli archeologi hanno agito correttamente
Il Direttore regionale ai Beni culturali Mario Turetta ha annunciato che il parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio sarà riproposto con prospettive delle fortificazioni secentesche, grazie a postazioni luminose e sculture di luce. I resti e i tracciati del rivellino di controscarpa delle mura secentesche di Torino saranno evidenziati nella nuova costruzione. Le vestigie romane e le cantine cinquecentesche sono state smantellate a norma dell'articolo 22a del Codice dei beni culturali. In piazza San Carlo e in piazza Vittorio sono affiorate memorie con caratteristiche diverse, tra cui vestigia romane rurali e resti sepolcrali della necropoli.
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