E la Soprintendenza, intanto, fa un sopralluogo ma non vede gli sfregi ai sarcofaghi Napoli. Ci sono file interminabili di turisti e napoletani lungo via Santa Chiara e via Benedetto Croce. Non si tratta della folla delle grandi occasioni. Semplicemente la strada è stata ridota ad un budello per lavori richiesti da cinque anni che sono iniziati solo ieri. Il condominio di via Santa Chiara 2 ha da tempo procrastinato interventi necessari di consolidamento dei cornicioni. Ha «tirato» a lungo, fino a ricevere una diffida dal Comune a procedere alla messa in sicurezza entro le 48 ore. L'impresa ha iniziato i lavori in pieno giorno, invece di attrezzarsi per un intervento notturno, creando in pieno Decumano una situazione ai limiti di sicurezza. Oltre a determinare una serie di danni economici ai negozianti della zona, che hanno chiamato la Polizia Municipale che ha multati i referenti del cantiere e ha intimato loro di procedere solo di notte. Gli interventi, infatti, non sono finiti. Dopo i lavori su via Santa Chiara, si deve ora procedere sul versante Benedetto Croce dove inizialmente era previsto l'allestimento del cantiere per questa mattina. Messa in sicurezza o no, programmare questi interventi la Settimana Santa è al limite della provocazione, considerando che i lavori riguardano un angolo affollatissimo della Napoli antica il Decumano di Spaccanapoli, proprio sotto il campanile di Santa Chiara in questi giorni sovraffollato. Intanto interviene il ministro sugli sfregi ai sarcofagi di di Santa Chiara. «Martedì scorso spiega il consigliere della II municipalità Pino De Stasio ci è stato detto che il ministero ha recepito le nostre segnalazioni. E nella stessa giornata si è palesata la Soprintendenza di Palazzo Reale, con una comunicazione che informa di un recente sopralluogo effettuato dai loro tecnici nella basilica di Santa Chiara. Ma in questa comunicazione non c'è traccia dei sarcofagi imbrattati». Nel documento vengono evidenziati gli «atti vandalici perpetrati sulle superfici basamentali esterne della chiesa» con scritte e vernice; si fa riferimento alla scala esterna in marmo, dove scrive la Soprintendenza si soffermano a dormire e bivaccare barboni e senzatetto nei giardini. E segue la richiesta, o meglio «l'auspicio», che il ministero stanzi dei fondi specifici per la ripulitura.