Garella: ora una sala a piano terra per ricevere il pubblico Napoli. «Ero arrivato in Soprintendenza da tre ore e sul mio tavolo c'era già la questione dei parcheggi a Palazzo Reale. È stata la prima di cui mi sono occupato». Luciano Garella, nuovo soprintendente alle Belle arti e al Paesaggio, sapeva benissimo che nel capoluogo campano avrebbe trovato ad attenderlo una serie di problemi. Sullo sfondo soprattutto di un rapporto sempre molto teso con il Comune, infatti, Giorgio Cozzolino (oggi in Soprintendenza per il passaggio di testimone formale) ha subito numerosi attacchi per le sue scelte e anche per decisioni nelle quali lui non aveva avuto alcun ruolo. I motivi di polemica? Oltre alle auto nei cortili del Palazzo Reale, i limiti posti ai concerti e più in generale la regolamentazione all'impiego e perfino l'illuminazione di piazza Plebiscito, i «baffi» della scogliera davanti alla rotonda Diaz, i presunti stop ai lavori per il ripristino di Edenlandia, in ultimo la nomina del commissario per Bagnoli. Ma Garella, che è nato a Santa Maria Capua Vetere, si è formato a Roma ed è arrivato dalla Calabria dov'era al vertice della Soprintendenza di Cosenza, Catanzaro e Crotone, conosce molto bene il suo predecessore a Napoli, con il quale ha avuto un'esperienza triennale da funzionario quando Cozzolino era soprintendente ad Ancona. E anche Stefano Gizzi, a capo degli uffici napoletani prima di Cozzolino: «Siamo amici spiega Garella dai tempi della comune esperienza romana». Il nuovo soprintendente, insomma, ha avuto modo di farsi illustrare la situazione e tempo per leggere i giornali. Poi si è tuffato in questo mare mosso, «con particolare entusiasmo e una punta di emozione perché questa è una sede prestigiosa», dice. Forte dell'«esperienza non trascurabile in giro per l'Italia da funzionario di lungo corso». E ha deciso di dedicare alla stampa la sua prima uscita pubblica. Soprintendente, la questione dei parcheggi è la prima che ha affrontato, ma cosa ha deciso? «Nel Palazzo Reale hanno sede grandi istituti, la Soprintendenza e la Biblioteca Nazionale, che hanno una quota non trascurabile di personale che ha problemi motori. Quindi a coloro che hanno documentato tale condizione, e di sicuro non tocca a noi verificare i certificati, abbiamo riservato quattro posti auto per turno. Ai quali si aggiungono, quattro posti riservati agli utenti della Biblioteca Nazionale. A proposito di difficoltà motorie, c'è un altro problema che mi ha colpito». Quale? «L'inaccessibilità del mio ufficio per chi ha difficoltà. Quindi ho previsto l'allestimento di una sala al piano terra dove potremo ricevere il pubblico, senza alcuna modifica al Palazzo Reale. Ci saranno altri cambiamenti, ma il mio primo obiettivo è capire, ascoltare. Non sono tipo da svolte radicali ex abrupto , piuttosto da piccoli aggiustamenti. Comunque credo che in città sussistano grandi problemi e che la Soprintendenza magari non può risolverli, ma può contribuire a migliorare la situazione. L'ottica nella quale mi pongo è che la tutela non è mera conservazione, che talvolta può risultare perfino inopportuna, ma è anche valorizzazione. E credo nell'interlocuzione. Per l'ufficio, che forse subirà un depauperamento del personale, non sarà una fase nuova, ma diversa». Usciamo, metaforicamente, dal Palazzo e andiamo in piazza Plebiscito. Lei sa che Cozzolino ha subito molti attacchi a causa del regolamento che ha varato. «Cozzolino (dice in tono scherzoso ) ha sempre avuto difficoltà con piazza del Plebiscito, anche ad Ancona... La piazza è patrimonio collettivo che appartiene alla storia e alla vita della città. Tuttavia l'uso non dev'essere abuso e noi non possiamo venire meno alla nostra missione. Quindi bisogna trovare un intendimento con l'amministrazione comunale parlandosi con ragionevolezza. A parte questo, in piazza Plebiscito seguirò i lavori alla facciata di Palazzo Reale, con grande attenzione al colore». E i «baffi» della scogliera? Ne ha parlato con i rappresentanti del Comune? «Non ancora, lo farò nei prossimi giorni. Intanto il Tar, il 25 marzo, accogliendo in buona parte le richieste che a suo tempo fece Gizzi (ridurre i "baffi" a soffolti e rimuovere parte della massicciata che copre il muro ottocentesco, ndr ), ha sollecitato un amicale componimento della querelle». Sarebbe ora, ad li là di ogni responsabilità. «Comunque non sarà la Soprintendenza a creare problemi. Però occorrono proposte di assoluta assennatezza, documentate, corredate dai progetti. Capisco che ci sia una resistenza all'idea di un architetto che valuta un altro architetto, quindi occorre garbo istituzionale. Io lavorerò per la riduzione del contenzioso». Veniamo al problema di Bagnoli. Il governo ha annunciato che nominerà un commissario, ma nel decreto Sblocca Italia non si parla del suo rapporto con la Soprintendenza. Cosa ne pensa? «Non ho ancora letto attentamente il decreto, ma una soluzione si deve trovare. Dipende molto anche da chi sarà il commissario. Ne riparleremo. Tra tre mesi, prima dell'estate, organizzerò un nuovo incontro pubblico per un bilancio». Speriamo che Garella non faccia come Renzi, il quale a Bagnoli nell'agosto scorso promise che sarebbe tornato tre mesi dopo con le soluzioni, compreso il commissario. Che però non c'è ancora.