Cantiere aperto a dicembre, presentato un esposto sul rispetto dei vincoli ambientali La costruzione sorge a pochi metri dal mare Dal dicembre dello scorso anno l'ampliamento di una struttura alberghiera deturpa visibilmente la spiaggia di Ogliastro Marina, uno dei luoghi più incontaminati del Cilento. Il cantiere è stato aperto a pochi metri dal mare ed avrebbe tutte le necessarie autorizzazioni. Ma alla Procura di Vallo della Lucania è stato presentato un esposto dettagliato che chiede ai magistrati di verificare come sia possibile costruire praticamente sul bagnasciuga. SALERNO. Da metà dicembre 2014 c'è un cantiere aperto sulla spiaggia di Ogliastro Marina, frazione di Castellabate, una tra le più belle e incontaminate di tutto il Cilento. Quello che si scorge è un autentico pugno nello stomaco: un manufatto alto tre piani per la realizzazione di un complesso alberghiero con quindici stanze, per un volume totale di oltre 1200 metri cubi, oltre ad un terrazzo con pergolato e servizi igienici, probabilmente adibito a sala ristorazione. La struttura, che rappresenta l'ampliamento di un fabbricato di proprietà della società «Albergo ristorante da Carmine di Verrone Mario, Armando e C sas», risulterebbe provvista di tutte le autorizzazioni necessarie compresa quella paesaggistica «in quanto l'intervento ben si inserisce nel contesto ambientale». Ma come è possibile costruire proprio in quel posto, a ridosso della spiaggia, prevedendo opere di massiccio sbancamento e sacrificando alberi secolari con il rischio di provocare un grave dissesto sull'ecosistema? Possibile che non ci siano vincoli urbanistici e paesaggistici da far rispettare? Come mai i lavori vanno avanti? Gli interrogativi devono aver profondamente turbato il signor Giovanni Cotugno, che abita poco lontano dal cantiere, il quale, dopo dieci anni di netta opposizione al progetto in tutte le sedi competenti, ha deciso di presentare un esposto-denuncia al procuratore della Repubblica del tribunale di Vallo della Lucania, Giancarlo Grippo, con richiesta urgente di sequestro preventivo delle opere in corso di realizzazione. Tutto ha avuto inizio nel 2004 quando il titolare dell'albergo-ristorante presenta allo sportello unico del Comune di Castellabate istanza per l'ampliamento del fabbricato di proprietà e incassa l'ok dal Parco del Cilento. Il procedimento però subisce una battuta d'arresto e viene ripreso nel 2009 con la convocazione della conferenza di servizi. È in tale sede che viene esaminata una nuova proposta progettuale ritenuta però non adeguata dal rappresentante della Soprintendenza. Nelle more di ulteriori modifiche, l'architetto Maurizio Forziati, in veste di rappresentante dello sportello unico, concede l'autorizzazione paesaggistica. Da questo momento i progetti diventano due: l'uno è quello autorizzato dal Comune e l'altro, il nuovo e definitivo, che presenta differenze rilevanti, ottiene il parere favorevole della Soprintendenza. Poteva mai mancare in questo groviglio un ricorso al Tar? Sicuramente no, è lo stesso Cotugno a presentarlo, atteso il silenzio dello sportello unico nel rilasciare l'autorizzazione. Alla fine, dopo un lungo contenzioso amministrativo, lo sportello unico rilascia il provvedimento autorizzativo «nonostante - scrive Cotugno nella denuncia - i gravi vizi procedimentali e di merito, e in assenza dei presupposti necessari». Il permesso a costruire è, secondo il denunciante, radicalmente nullo ed illegittimo in quanto contiene diversi profili di violazione: dall'assenza di spazi dedicati a parcheggi alla volumetria che è notevolmente superiore a quella massima stabilita dal piano territoriale paesistico (PTP). Inoltre il progetto approvato riguarda la creazione di una struttura alberghiera ovvero per una destinazione d'uso non consentita per la zona di interesse D2 del PTP. «Bloccare i lavori - osserva il presidente regionale di Legambiente Michele Buonomo - rappresenta un monito contro la cementificazione che nel Cilento, nonostante i vincoli, continua ad agire indisturbata in aree di notevole pregio naturalistico e paesaggistico».
Albergo deturpa la spiaggia di Ogliastro
Un cantiere è stato aperto sulla spiaggia di Ogliastro Marina, in provincia di Salerno, a pochi metri dal mare. La costruzione è stata autorizzata dal Comune di Castellabate, ma il signor Giovanni Cotugno ha presentato un esposto-denuncia alla Procura di Vallo della Lucania, chiedendo il sequestro preventivo delle opere in corso di realizzazione. La costruzione è stata autorizzata con un permesso a costruire che contiene diversi profili di violazione, tra cui l'assenza di spazi dedicati a parcheggi e la volumetria superiore a quella massima stabilita dal piano territoriale paesistico.
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