Sono pochi fogli, incollati fra loro a coprire errori e ripensamenti nello stile operativo tipico di Puccini. Sono gli schizzi per il finale di «Turandot» che il compositore stava elaborando a Bruxelles, dove si era recato per un'operazione estrema che avrebbe dovuto curarlo e a cui invece non sopravvisse. Un recente restauro li ha riportati alla luce e con altre «chicche», saranno esposti il 9 e 10 aprile alla Mediateca Santa Teresa per il IV Festival degli Archivi Musicali. Anche così la Direzione generale per gli archivi del MiBACT, l'Archivio Storico Ricordi e Paolo Noseda di Media Artis, che hanno ideato e promuovono l'evento, assolvono alla mission di fare conoscere al pubblico non solo degli esperti i tesori degli archivi musicali italiani: supporti sonori (audio e video), spartiti e bozzetti, costumi di scena, attrezzerie e la parte amministrativa ricca di documenti, contratti e lettere che offrono il quadro dei rapporti tra teatri, artisti e società. «Il mondo degli archivi musicali sta attraversando mutamenti fondamentali dovuti all'ingresso delle tecnologie digitali e di comunicazione in tutte le fasi dell'attività: dalla conservazione alla catalogazione, dalla produzione di contenuti fino alla loro fruizione», spiega Pierluigi Ledda, managing director della Ricordi. «L'Archivio Storico della Ricordi e, in genere, gli archivi dei teatri e degli istituti musicali italiani sono da tempo soggetti a un lavoro di digitalizzazione. È un patrimonio prezioso che deve essere messo a disposizione della società. Per questo promuoviamo la collaborazione fra gli archivi musicali nazionali e internazionali finalizzata a creare una rete. E organizziamo eventi pubblici rivolti a target diversi per divulgare i materiali conservati nel modo più generale possibile». Nella due giorni alla Mediateca sono così previste una serie di tavole rotonde animate da studiosi e specialisti che per la prima volta saranno accessibili anche a curiosi non addetti ai lavori. L'esaustivo programma (su http:festivalarchivimusicali.beniculturali.it) tocca tematiche relative alla gestione, alla conservazione e alla promozione degli archivi musicali ma anche alla necessità contemporanea di multidisciplinarietà e di un uso dei social network che avvicini questi tesori al grande pubblico. Anche per questo, accanto al calendario degli incontri, la rassegna propone alcune attività collaterali quali la possibilità di visitare (su prenotazione a famricordicompany.com) gli spazi dell'Archivio Ricordi presso la Biblioteca Nazionale Braidense, occasione preziosa per entrare negli ambienti ultraprotetti che custodiscono spartiti, bozzetti, carteggi, fotografie dei protagonisti della Storia musicale italiana. Inoltre il 9 al Museo del Novecento, il compositore multimediale inglese Philip Jeck sarà protagonista di un concerto «manifesto» in cui è previsto l'utilizzo dal vivo di alcuni dischi in vinile dell'Archivio Storico Ricordi quali «La Passion Selon Sade - Le Bal Mirò» di Bussotti, «Mazapegul» di Corghi e «Quando Stanno Morendo. Diario Polacco II» di Nono. Il concerto sarà preceduto l'8 presso Spazio O' (via Pastrengo 12, ore 18.30, ingr. libero) da un incontro con lo stesso Jeck e da un allestimento site-specific.