NUBI scure sul progetto del porto turistico di Santa Margherita. Mentre negli uffici della Regione, si è svolta la seconda riunione della Conferenza dei servizi, in cui toccava al Comune illustrare il progetto scelto (presentato dalla società "Santa Benessere e Social", riconducibile al petroliere Gabriele Volpi), ciò che rende incerto l'esito dell'operazione è la posizione della soprintendenza. "Il porto di Santa Margherita snatura il paesaggio" PERCHÉ se la Regione, cui toccherà la prossima relazione in sede di Conferenza di servizi, il prossimo 22 aprile, non ha ravvisato alcuna incompatibilità tra il progetto e le leggi regionali e lo confermerà, su una posizione tutt'altro che pacifica si sta collocando la soprintendenza. «Le soluzioni proposte (i progetti, ndr) non affrontano in modo coerente le tematiche dell'inserimento nel paesaggio delle nuove strutture o dotazioni in progetto, traducendosi in opere che appaiono capaci di snaturare in modo rilevante le particolari connotazioni dell'area interessata»: questo scrive l'ex soprintendente ai Beni architettonici, Luisa Papotti, nella sua relazione dello scorso 3 marzo. Oggi in soprintendenza è cambiata la guardia, e al vertice è arrivato Luca Rinaldi, che si è da poco insediato negli uffici di Palazzo Reale, ma ha già in agenda, tra le prime cose da affrontare, proprio il nodo del porticciolo di Santa Margherita. Papotti non solo aveva dato un giudizio complessivo, ma era scesa nei particolari indicando le principali criticità del progetto: limitare l'estensione dei pontili, garantire l'identità dello specchio acqueo e degli aspetti naturalistici e storici sotto il Castello, e metteva in guardia perché «i nuovi volumi del progetto potrebbero compromettere le visuali e i caratteri tipologici del contesto tutelato». (m. bo.)