LUPI è andato via, il suo decreto "Sblocca Italia" è rimasto. E anche il nome con il quale lo hanno ribattezzato gli ambientalisti: "Rottama Italia". Il nome viene dal libro collettivo edito dalla rivista Altreconomia e scritto a 32 mani da 16 intellettuali. Due di essi, Vezio De Lucia e Tomaso Montanari, saranno domani a Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio, 14) per parlare di "Rottamaitalia e il caso Bagnoli: il disastro annunciato e i rimedi". A introdurre l'iniziativa di Italia Nostra sarà Raffaella Di Leo, gli interventi di Guido Donatone, Massimo Di Dato, Luigi De Falco e De Lucia, con le conclusioni di Montanari. «Se non sbaglio esordisce l'urbanista De Lucia, che non poteva che trattare il tema di Bagnoli, essendo autore del piano di recupero quando era assessore con Bassolino sindaco e non credo di sbagliare, la Costituzione dice che i decreti hanno carattere di "necessità e urgenza". Nel caso di questo decreto, che è dello scorso agosto, non è stato così». Sulla norma che all'articolo 31 del decreto sottrae potere al Comune, De Lucia ha le idee chiare e fa notare le contraddizioni: «I pieni poteri vanno al commissario straordinario per Bagnoli e a un altro personaggio che si chiama "soggetto attuatore". Così si ricomincia daccapo: sono loro a fare un progetto urbanistico nuovo e a ereditare la proprietà delle aree che deriva dalla ex Bagnoli Futura. Tutto da realizzare con urgenza: invece sono passati sette mesi e non si è fatto nulla. Una follia. In compenso prosegue l'architetto ho letto che il presidente della Regione Caldoro ha chiesto che la nomina a commissario straordinario vada al sindaco. Ossia a chi era stato espropriato dei poteri, devono tornare. Questo mi pare giusto sotto il profilo costituzionale. Ma per quale motivo Caldoro non aggiunge che si poteva dunque fare a meno di emanare quel decreto legge?». Un decreto che per Bagnoli era quanto meno inopportuno, per gli autori del piccolo libro che mette in luce le incongruenze della politica rispetto a grandi opere e beni ambientali e culturali. «Contesto il tipo procedura - dirà anche domani a Palazzo Serra di Cassano De Lucia - mi sembra che la cosa davvero necessaria e urgente sia la bonifica, esattamente quella che è finita male, in questa vicenda. Ma funziona come pretesto per rimettere in discussione anche l'urbanistica. Eppure esistono un Prg e un piano attuativo assolutamente legali, un vincolo della soprintendenza molto puntiglioso e omogeneo. Tutto questo viene messo in discussione non si capisce perché».