Il 29 maggio il museo festeggia con le «Notti barocche» mentre in Pinacoteca regna l'incertezza Mentre la Pinacoteca di Bologna galleggia in presente incerto, la sua rivale modenese si rilancia con le «Notti barocche». Ovvero tre giorni(gratuiti)non stop di festeggiamenti per la riapertura. Da venerdì 29 maggio la Galleria Estense di Modena riapre in pompa magna dopo la chiusura imposta dal sisma del 2012. E fino a domenica, per il museo che ha acquisito lo status di «autonomo» dal ministero dei Beni Culturali, la città ha messo insieme una serie di iniziative che richiameranno presumibilmente una bella carica di turisti. Mostre che costruiscono ponti tra il barocco e il contemporaneo (ci sarà anche un'installazione di Franco Guerzoni); macchine sceniche come quelle che animavano el corti del '600 e del '700; aperture straordinarie; visite guidate al Palazzo Ducale di Sassuolo; concerti e il gran finale con il piano di Uri Caine. È l'omaggio alla ricca collezione degli Este e al suo simbolo, il busto di Francesco duca d'Este scolpito dal Bernini. Forse in gara per diventare uno dei 20 grandi musei autonomi d'Italia, la Pinacoteca di via delle Belle Arti e la Galleria modenese, non lo sono mai state. L'antichità delle sale, la portata storica del nucleo di tesori raccolto e commissionato dalle famiglie ducali e l'emergenza del terremoto sono stati determinanti per far meritare il podio alla Galleria. Ma certo è che qualcuno ci è rimasto male. Perché la collezione del museo bolognese non ha eguali. I capolavori della pittura emiliana sono custoditi ed esposti con cura proprio in quelle sale. Eppure, mentre a Modena, giustamente, si festeggia, la Pinacoteca resta ancora nel limbo di una normativa nuova e semisconosciuta. Compiuta l'unificazione delle sovrintendenze che ha sganciato i musei dalla ormai svanita sovrintendenza alle Belle Arti, la Pinacoteca è entrata a far parte del neonato Polo museale regionale. Alla guida del Polo, il dicastero di Dario Franceschini ha nominato Mario Scalini, già sovrintendente a Modena e Siena. Ma ancora non sono chiari i confini decisionali, le prerogative del direttore e dei coordinatori delle singole sedi(l'attuale direttore Franco Faranda potrebbe essere pensionabile). Ancora, soprattutto, non sono chiare l'entità e la destinazione delle risorse. Modena, comunque, è a pochi chilometri e se il ritratto del duca dipinto da Velàzquez,la Madonna col Bambino del Correggio o il Sant'Antonio di Cosmè Tura e tuttot i resto accenderanno le anime nelle Notti Barocche, la Pinacoteca con i suoi Carracci, Guido Reni e Guercino varrà bene qualche chilometro d'autostrada.