FIGURA storica di riferimento nell'evoluzione - e nel successo - dei musei civici bolognesi, Cristiana Morigi Govi ha lasciato l'amministrazione comunale e il suo amatissimo Archeologico nel 2009, quando l'-Istituzione Musei Civici, al cui modello non aveva peraltro risparmiato critiche, muoveva i primi passi. Dottoressa Govi, qual è la sua opinione su questa vicenda del concorso per il nuovo direttore? «Io penso che occorra partire dall'inizio. E cioè, siamo sicuri che l'Istituzione Musei serva? Non ho la risposta, pongo una domanda. Se la risposta è positiva, allora è ovvio che le si debba dare un direttore. Per entrare poi nel merito, nel testo del bando, che abbina la direzione dell'Istituzione alla direzione dell'ex Gam, si dichiara che verrà scelta una figura esperta di arte contemporanea. Il punto è che questa figura dirigerà un complesso di musei storici di grande importanza, e solo la conoscenza storica, scientifica e direi quasi situazionale di questo complesso permetterà di gestire un progetto per il futuro». Quindi il bando andrebbe corretto, secondo lei? «La commissione d'esame è composta dal direttore generale e dal capo del personale del Comune, e da un esperto. Mi auguro che non sia un esperto solo di materia gestionale o solo di materia contemporanea». Che tipo di esperto, allora? «Una figura che abbia vissuto nei musei, e non una persona che abbia solo fatto delle mostre di arte contemporanea, per quanto belle. Dico questo perché l'Istituzione, così com'è regolamentata, implica una gestione complessiva dei 13 musei, e non concede loro nessuna autonomia. Il direttore risponde solo al consiglio d'amministrazione. Sarebbe più corretto, a questo punto, promuovere un responsabile dell'area moderna e contemporanea, così come c'è un responsabile per le altre aree, e scegliere un direttore dell'Istituzione che sappia creare anche delle autonomie. Perché se non hai autonomia, non hai neanche idee». I dipendenti dei musei avevano proposto, per quest'inter- regno che separa dalle elezioni, la creazione di un coordinamento, una sorta di direzione collegiale. Potrebbe funzionare? «Dal punto di vista della gestione no, un'Istituzione ha bisogno di un dirigente che firmi. Avrebbe senz'altro senso, invece, la creazione di un organo collegiale composto dai diversi responsabili dei musei, i quali al momento non hanno nessuna voce sulla gestione del bilancio». «No, più che un errore è stata una scelta dell'amministrazione, dettata anche da motivi economici ». Se tre anni fa andava bene, perché contestarla oggi? «In un momento di grande difficoltà economica il Comune non può fare troppi contratti dirigenziali, questo è comprensibile. Ma io penso che il direttore dell'Istituzione sia il direttore dell'Istituzione, non un direttore di museo. È quel che ha scelto di fare Venezia con i suoi musei civici: Gabriella Belli, che tra l'altro prima dirigeva il Mart di Rovereto ed ha competenze sul moderno contemporaneo, è direttore della Fondazione, affiancata da un comitato di direzione di cui fanno parte i responsabili delle sedi e dei servizi». RIPRODUZIONE RISERVATA "Abbinare la direzione dell'Istituzione a quella dell'ex Gam sminuisce le raccolte storiche" IL MUSEO L'ingresso del Mambo Sotto, Cristiana Morigi Govi, ex direttore del Museo Archeologico Quando Gianfranco Maraniello ha assunto la direzione di Bologna Musei mantenendo anche quella dei musei ex Gam, è stato un errore? Glielo chiedo perché nel caso dell'Istituzione Biblioteche, invece, Pierangelo Bellettini ha assunto la direzione lasciando l'Archiginnasio a una responsabile.
L'INTERVISTA - Tutti i dubbi della Morigi Govi "Che errore quel doppio incarico"
Cristiana Morigi Govi, ex direttore del Museo Archeologico di Bologna, ha lasciato l'amministrazione comunale e l'Istituzione Musei Civici nel 2009. Ha espresso le sue opinioni sul concorso per il nuovo direttore dell'Istituzione, che ha scelto di abbinare la direzione dell'Istituzione alla direzione dell'ex Gam. Govi pensa che questo sia un errore, poiché il direttore dell'Istituzione dovrebbe avere competenze storiche, scientifiche e situazionali per gestire un complesso di musei storici. Inoltre, Govi pensa che il bando per il concorso non sia stato corretto, poiché non ha richiesto competenze specifiche per la gestione di un complesso di musei storici.
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