Revocato lo sciopero, Franceschini assicura posto e stipendi ai lavoratori di Opera A Pasqua Uffizi e Accademia saranno aperti: lo sciopero dei lavoratori dei servizi aggiuntivi del Polo museale di Firenze non ci sarà. Il braccio di ferro tra gli addetti di bookshop, biglietteria, accoglienza, e il ministero dei Beni culturali si è concluso con un accordo: nelle prossime gare per l'affidamento dei servizi sarà inserita la «clausola sociale», cioè l'obbligo di assumere i lavoratori impiegati finora. Ottenute le garanzie richieste su posti di lavoro e retribuzioni per i quasi 400 dipendenti di Opera Laboratori, che si occupa in appalto dei servizi aggiuntivi dei musei statali della città, i sindacati hanno ritirato la protesta annunciata per il 4 e 5 aprile. Il protocollo è stato siglato ieri mattina dal ministro Dario Franceschini e da Cgil, Cisl e Uil. L'intesa prevede che «nella sede dell'indizione delle procedure concorsuali, o, alternativamente, di affidamento diretto, dei servizi di accoglienza al pubblico e dei servizi aggiuntivi negli istituti e luoghi della cultura statali, si provvederà a inserire una adeguata "clausola sociale" idonea ad assicurare la stabilità dei livelli occupazionali, avuto riguardo anche ai livelli retributivi in godimento dei lavoratori coinvolti». «Ha prevalso la ragionevolezza» commenta il sindaco Dario Nardella, che considerava «folle» l'ipotesi di chiudere i musei a Pasqua: «A Firenze siamo convinti che la cultura non debba chiudere mai». «Si tratta di un accordo che, oltre a soddisfare il desiderio di tanti visitatori di ammirare i capolavori nei nostri musei, permette di guardare al futuro con ottimismo» dice il segretario dei Beni culturali della Toscana Paola Grifoni. Soddisfatti anche commercianti e albergatori che temevano una pioggia di disdette e turisti infuriati. «Abbiamo evitato una figuraccia colossale», afferma il presidente Confcommercio Firenze Jacopo De Ria. «Le conseguenze economiche di questo sciopero sarebbero state disastrose», ricorda Aldo Cursano, presidente Fipe Toscana. Per Paolo Corchia, presidente Federalberghi Toscana «è prevalso il buonsenso». Ma una clausola sociale dalle ricadute così vaste che obbliga a mantenere l'occupazione di quasi 400 lavoratori potrebbe avere conseguenze sul piano dell'accesso al bando. «Noi siamo solo 80 e se dovessimo assorbire 400 persone in più sarebbe una vera rivoluzione», spiega Rosanna Cappelli, direttore generale di Electa, società di Mondadori che gestisce i servizi aggiuntivi al Colosseo e che aveva manifestato l'intenzione di partecipare alla gara su Firenze. E ora che farà? Rinuncerà? «Non posso ancora dirlo, devo vedere come saranno scritti i bandi prosegue perché l'assetto attuale muterà con la riforma che ha trasformato il Polo in musei autonomi e in polo regionale. Potrebbero esserci più gare che andranno esaminate una per una», divise per diversi settori e su più musei per zona, come ha preannunciato il ministro. Cosa che potrebbe portare all'assorbimento dei dipendenti di Opera Laboratori non in una sola azienda ma in più di una. D'altra parte per il numero uno di Opera Laboratori, Albino Ruberti, la clausola sociale «non è un problema. Serve a dare continuità alle esperienze lavorative ed a riconoscere le esperienze maturate».