NAPOLI. Circola una battuta secondo la quale a Ischia il passatempo preferito è l'abusivismo edilizio. E, considerati i numeri, non si tratta di una maldicenza. Sull'isola verde la passione per il mattone fuori legge è infatti attestata dai lunghi elenchi di manufatti da abbattere, che, per fortuna dei destinatari delle ordinanze di demolizione, vengono scorsi con studiata lentezza. L'abusivismo sull'isola verde: un vizio «congenito» o una necessità dettata dall'imponente crescita della popolazione residente nell'ultimo trentennio, non accompagnata dall'approvazione degli strumenti urbanistici in grado di delimitare il confine tra lecito e illecito? Un po' l'uno (il valore dell'esempio, in questo caso negativo), un po' l'altra, basti pensare che dal 1981 al 2011 la popolazione della sola Forio è cresciuta da 9.642 a 16.597 abitanti. In questo scenario si sono trovati a operare i sindaci. E così si spiega che anche Giosi Ferrandino, da bersaglio della protesta degli abusivisti (vedi cronache del 2010 quando la Procura impose ai sindaci di procedere ai primi abbattimenti) abbia finito per ritrovarsi alla testa del movimento antiruspe. Decisa la sua presa di posizione a favore della proposta di legge Falanga, dal nome del senatore primo firmatario, approvata a Palazzo Madama anche con in voti dei parlamentari del Pd, ma mai presa in considerazione dalla Camera. D'altra parte sull'isola con gli abusivisti si è schierato anche il fondatore e segretario del Partito comunista marxista-leninista Gennaro Savio. Aldo De Chiara, attuale avvocato generale presso la corte d'appello di Salerno, fino al 2012, in qualità di procuratore aggiunto e coordinatore della sezione Ambiente e Territorio ha vissuto in prima linea lo «sconcio» ischitano, ammonisce: «Occorre non abbassare la guardia sulla situazione dell'isola, dove si registra un intreccio di interessi che rende più arduo l'accertamento del fenomeno abusivismo».