Da quando sono diventato Presidente della Fondazione Brescia Musei (Fbm), se scrivo devo stare attento a quello che dico, ma se sto attento non posso andare in fondo al ragionamento che è un organismo che nasce pian piano con la scrittura, che si modifica man mano, che va per la sua strada conducendo la danza. Scrivo sovente senza sapere cosa dirò, nè come. Inizio e via, vediamo dove va il pensiero, dove mi porta. Certo se scrivessi Guerra e Pace dovrei tracciare delle linee, fissare dei punti. Invece scrivendo una o due pagine tutto è più facile da un lato, più rischioso dall'altro: bisogna centrare il bersaglio che è piccolo e lontano. Così ormai scrivo raramente di episodi che, a differenza di quando ero giornalista, non lasciano dubbi sul mio operato. Posso scrivere favole per bambini, sogni e bisogni, ma se tocco i temi che scottano. lo faccio con piccoli affondo di fioretto. A volte racconto storie vere camuffate da fiabe, senza nomi e cognomi, senza indirizzi, quelle con la classica chiusa: «Ogni riferimento a fatti persone cose è puramente casuale». Qualche giorno fa mi chiama la Signora XY, nata anche lei come me a Pisogne, quindi con maggiore propensione alla generosità per un compatriota. Lei è amica dell'ultima discendente del Conte Paolo Tosio, il grande bresciano amico di famosi artisti, pittori e scrittori dei primi anni dell'ottocento. L'ultima Tosio, ormai con diverso cognome, abita a Milano. Brescia perde sempre i pezzi, non ha la dimensione e forse la statura sufficiente per trattenerli. Un legame comunque esiste, ed è quel bellissimo cimitero del Vantini che è li ad attenderci. Bando a questi pensieri. La nipote di Tosio, il nobile che ci ha lasciato le opere oggi in Pinacoteca ( meglio: domani in Pinacoteca) chiede di incontrarmi. Possiede ancora molti documenti del tristrisnonno, tra cui tante lettere con gli artisti del suo tempo e vorrebbe lasciarli a Brescia, che ancora sente come sua città d'origine. Incontrata ieri, la rivedrò tra poco. I suoi documenti, promesso, non finiranno in un armadio. Magari in Pinacoteca che tra poche settimane tornerà in cantiere. O forse all'Ateneo, luogo mitico, oggi sofferente, ma in via di resurrezione. E sapete cosa ha chiesto in cambio questa cara e generosa Signora? ha chiesto sottovoce che 'dopo' qualcuno vada a spolverare la tomba di Paolo Tosio, a tenerla in ordine. Ho promesso di farlo io, personalmente, fin che sarà possibile, cerco a mia volta qualcuno per il «dopo». La lezione di Ugo Foscolo, anche lui innamorato di Brescia, continua...