Finalmente. Nella moria di librerie, teatri e cinema a Roma una notizia confortante: riapre sotto le insegne dell'Arion la libreria storica davanti a Montecitorio. Una scommessa, un azzardo di un librario appassionato e temerario come Marcello Ciccaglioni, che non rinuncia a combattere una battaglia difficilissima. Aprire una libreria quando la carta stampata sembra tracollare? Riaprirla vicino a Montecitorio quando la qualità media dei clienti abituali di una volta, i deputati che compravano quantità industriali di libri, è crollata, lasciando il posto a nominati, qualcuno addirittura in odore di analfabetismo? Riaprire in una libreria che aveva il suo punto forte nella saggistica quando la saggistica sembra annaspare? Sì, riapre. A dispetto di ogni pessimismo. Chi cura le librerie Arion sta attento ai conti, conosce le regole del mercato, sa quanto sia difficile oggi puntare sui libri. Chissà quanta gente avrà detto a Ciccaglioni, con le migliori intenzioni: attento, non lo fare, non ti mettere in un'impresa impossibile. Ma non è un'impresa impossibile. Ci vuole coraggio, ma anche realismo. Formule nuove. Un modo di presentare i libri più accattivante. L'accettazione della concorrenza dei libri elettronici. La specializzazione. La fiducia nel libro, nel fatto che comunque anche oggi molti giovani comprano romanzi, li vogliono di qualità, non si accontentano dei titoli più facili. Per Roma è un'occasione d'oro. Ogni cinema che chiude, Roma è un po' più povera, Ogni teatro che sbarra il portone, Roma perde un punto di riferimento. Ogni libreria, piccola e grande, che rinuncia, è la malinconia di una battaglia perduta. Per chi ha già qualche anno da lettore, è la nostalgia per una miriade di librerie distribuite in ogni quartiere. Oggi sarebbe bello che si ritrovasse la stessa competenza dei librai di un tempo, che conoscono avventure e segreti di ogni singolo libro, di ogni singolo editore, di ogni singola collana. Forse è questa la chiave della rinascita di una libreria: persone che dietro ai banconi consigliano, guidano, suggeriscono, indicano, ma nello stesso tempo lasciano la possibilità di toccare e sfogliare un volume, sbirciare la quarta di copertina, scegliere con cura oppure non scegliere niente. La libreria davanti a Montecitorio, crocevia di passanti, di turisti curiosi, di gente del Palazzo che ancora non ha dimenticato il sapore della lettura, ora apre la saracinesca. Un gesto coraggioso che si spera possa essere premiato. Un gesto pieno di speranza che inverte una tendenza, induce non all'ottimismo, ma alla possibilità di non arrendersi. La loro parte i librai di Arion l'hanno fatta. Adesso i romani devono dimostrare di sapersi guadagnare la fiducia.