Noto. La settecentesca chiesa di Sant'Agata annessa all'omonimo monastero versa in grave stato di degrado. La facciata, che si erge sulla piazzetta Trigona, dove si può anche apprezzare la facciata della Badia dell'Annunziata, è di un barocco piuttosto dimesso. A lanciare il grido di allarme è il presidente dell'associazione Notoambiente, Sebastiano Tiberio, che invita le istituzioni locali, ma soprattutto la SOpRINTENDENZA, a intervenire con un progetto di restauro. «All'interno della chiesa - sottolinea il presidente di Notoambiente - si possono ammirare le volte affrescate, un altare e i pavimenti decorati con marmi policromi. Importante anche l'organo a canne all'ingresso principale. Da decenni del pavimento non c'è più traccia - aggiunge Sebastiano Tiberio - e la chiesa non è fruibile». Noto - rileva Tiberio - è stata inserita nel piano dell'Unesco e, quindi moltissimi monumenti settecenteschi e chiese barocche fanno parte del patrimonio della Umanità per cui occorre restaurare tutti i beni esistenti. «Il declino della chiesa di S. Agata - aggiunge il presidente di Notoambiente - iniziò negli anni 80, quando fu aperto il nuovo ospedale Trigona in via Dei Mille, e il vecchio ospedale chiuso. Nel monastero iniziarono il lavori di restauro dovettero interessare anche la chiesa suddetta da dove furono portati via anche i pavimenti, mentre qualcuno fece segare anche qualche pezzo di balaustra di marmo adiacente all'altare che poi è finita nel nuovo ospedale». Tiberio ritiene che sia giunto il momento perché l'antico tempio venga recuperato e reso a cittadini e turisti. Benito Tagliaferro 28032015