Firenze: a firmare l'intesa, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e rappresentanti dei sindacati Filcams Cgil, Fisascal Cisl e Uiltucs Uil FIRENZE. Disinnescata la "bomba" dello sciopero per Pasqua agli Uffizi. La protesta era stata indetta da Cgil e Uil per il mancato inserimento, nei bandi di appalto per i servizi aggiuntivi dei musei statali fiorentini - tra i quali Uffizi e Galleria dell'Accademia, la "casa" del David di Michelangelo -, della clausola sociale, posta a tutela dei circa 300 addetti impegnati nel settore, in forze al concessionario Opera Laboratori Fiorentini, per garantirne i posti di lavoro. A Roma è stata siglata tra i sindacati e il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini l'intesa che scongiura la chiusura della celebre galleria in una delle giornate preferite dai visitatori per affollare le sale stipate di capolavori. Nel testo dell'accordo, sottoscritto oltre che dal ministro da rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, si mette infatti nero su bianco quanto richiesto dalle organizzazioni dei lavoratori, l'impegno a inserire nei bandi con i quali si rinnoveranno gli appalti per il servizio la clausola sociale "idonea ad assicurare la stabilità dei livelli occupazionali", avendo anche "riguardo ai livelli retributivi dei lavoratori". "Obiettivo raggiunto: volevamo garanzie certe e le abbiamo ottenute", hanno applaudito Cgil e Uil ad accordo firmato, riconoscendo al ministro di aver scritto un capitolo di "buona politica". Dal canto suo, Franceschini si è limitato ad osservare di aver "confermato un impegno già assunto", e ciò, ha spiegato, "che nelle future gare, non solo quelle di Firenze, che finalmente regolano il sistema di gare delle concessioni dei servizi aggiuntivi nei musei, sia tenuta presente la clausola sociale che tutela i lavoratori". leggi anche: commercio Pasqua e primo maggio: sciopero del commercio Lo hanno indetto i sindacati che esprimono la loro contrarietà alle aperture dei negozi per le festività nazionali A Firenze, intanto, la revoca del paventato sciopero fa tirare a molti un sospiro di sollievo. È soddisfatto il sindaco Dario Nardella, che già nei giorni scorsi aveva più volte lanciato l'appello ai sindacati per il ritiro della protesta: "Lo sciopero - commenta - sarebbe stato drammaticamente lesivo dannoso per la nostra cultura, per l'immagine di Firenze e dell'Italia e per l'economia. A Firenze siamo convinti che la cultura non debba chiudere mai, anzi al contrario che debba restare aperta 365 giorni all'anno, conciliando tutto ci con le aspettative legittime dei lavoratori". La sovrintendente ai beni culturali toscani, Paola Grifoni, sottolinea che l'accordo firmato oggi, "oltre a soddisfare il desiderio dei tanti visitatori, permette di guardare al futuro con rinnovato ottimismo". Contenti anche Fipe e la Confcommercio di Firenze che afferma: "Evitata figuraccia colossale". La decisione di Cgil e Uil di indire una forma di protesta così dura in un giorno tanto delicato per il sistema museale aveva fatto discutere e scatenato non poche polemiche. La scorsa settimana, lo stesso sindaco Dario Nardella era arrivato a invitare a considerare la precettazione, nel caso in cui i sindacati non avessero desistito dal proposito di scioperare, e il giorno successivo la Commissione di garanzia sugli scioperi aveva dichiarato la protesta illegittima, spingendo le organizzazioni dei lavoratori a minacciare le vie legali contro la pronuncia.