Letti fra i rifiuti, ricordi di demolizioni edili, rottami di ferro. Camere fatte da pannelli di legno e lastre di Eternit. Case di muratura che ricordano quelle delle favelas brasiliane. Un vero e proprio campo abusivo era sorto, in condizioni igienico-sanitarie invivibili, a Canosa di Puglia (nella Bat). E, per giunta, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, nei pressi di un sito archeologico e della Pineta Castello. Estesa su circa un ettaro di terreno, la baraccopoli è stata scoperta da agenti del corpo forestale dello stato, della polizia e da vigili urbani che hanno lavorato in collaborazione con personale della Asl. Al termine di indagini e accertamenti, sono state denunciate tre persone e posti sotto sequestro due terreni. Quel che gli investigatori hanno visto, arrivando sul posto, superava qualsiasi previsione. Su tutta la zona sequestrata, erano stati realizzati manufatti in muratura e costruzioni precarie fatte di pannelli di legno e lastre di Eternit. Tra una e l'altra, erano depositati carcasse di autoveicoli, cumuli di rifiuti derivanti da demolizioni edili, rottami ferrosi e frammenti di amianto. E, come se non bastasse, tra i rifiuti non mancavano la carcassa di una pecora e diversi ossi di ovini. Le baracche, all'interno delle quali sono stati anche trovati dei letti, secondo quanto è stato ricostruito, venivano utilizzate soprattutto come deposito e ricovero per animali. I proprietari dei terreni sequestrati sono stati denunciati all'autorità giudiziaria di Trani con le accuse di violazione della normativa paesaggistico-urbanistica nonché per gestione di rifiuti non autorizzata. Quella delle ultime ore è solo l'ennesima scoperta della forestale, che tiene da tempo sotto controllo le aree abbandonate o destinate ad utilizzi in violazione delle norme ambientali e paesaggistiche. Nel settembre scorso, erano intervenuti in località Saline, lungo la litoranea di contrada Villanova, nel brindisino. Nella zona era stata segnalata una sorta di accampamento, formato da cinque grandi tendoni utilizzati in alcuni giorni della settimana da decine di "villeggianti decisamente abusivi". In ogni caso, le strutture, molto fatiscenti e in pessime condizioni igienico-sanitarie, venivano utilizzate come basi per le attività di pesca notturna