L'ultima scrivania di Charles Dickens resterà nel suo museo. Una donazione di 780 mila sterline, pari a più di un milione di euro, ha evitato che la sedia e il tavolo da lavoro di quello che è considerato dopo Shakespeare il più grande scrittore inglese venissero messi all'asta e ceduti a qualche collezionista privato. Così invece potranno rimanere per sempre nel Dickens Museum di Londra, dove erano già esposti dalla morte dell'autore nel 1870 per volontà dei suoi discendenti. Nel 2004, la scrivania e la poltroncina in legno furono inserite in un'asta di beneficenza per il Great Ormond Street Charitable Fund, l'istituto che sostiene l'ospedale dallo stesso nome, e passarono in mani private. Adesso il proprietario aveva deciso di venderli, ma la donazione da parte del National Heritage Memorial, l'organismo che protegge i beni culturali del Regno Unito, permetterà che le due pregiate testimonianze della prolifica attività di Dickens restino nel museo. A quella scrivania, rimasta sino alla fine dei suoi giorni nella casa del Kent, lo scrittore compose Grandi speranze, uno dei suoi romanzi più importanti, alcuni racconti e il romanzo incompiuto Il mistero di Edwin Drood, sua ultima opera. Resa celebre da due quadri dipinti l'anno prima della sua scomparsa, la scrivania di Dickens «occupa un posto unico nella nostra tradizione letteraria ed è bello che possa essere inclusa nell'esibizione sul "Mistero di Edwin Drood" che stiamo allestendo», commenta Robert Moye, direttore del Museo Dickens. L'arredamento delle case dello scrittore, in particolare i mobili legati alla sua attività, viene conservato come una reliquia in Inghilterra: un'altra sedia usata da Dickens è in dotazione all'Athenaeum, il club per gentiluomini di cui lui stesso fu membro, e un apposito cartello ammonisce i visitatori a non provare a sedervisi sopra.