Sempre più lontano» è titolo che ben si adatta all'intramontabile culto esterofilo del Belpaese. Ma la decisione dei vertici della Biennale d'arte, giunta ormai alla sua 51a edizione, di rinunciare non solo alla presenza di curatori italiani ma finanche allo storico padiglione di casa nostra, appare troppo avventurosa anche in nome del mito di Corto Maltese a cui si è ispirata la direttrice Rosa Martinez, che con Maria de Corral divide le sorti della manifestazione. Mai in passato i direttori stranieri, da Jean Clair al compianto Harald Szeemann, avevano osato tanto. Il critico svizzero, precocemente scomparso, aveva tutt'al più fatto confluire il padiglione italiano nella mostra generale, senza per questo rinunciare all'opportunità di esporre quanto di meglio, o meno peggio, viene prodotto dai contemporanei italiani. In precedenza l'Italia vantava ai Giardini il privilegio del padiglione nazionale più grande, a corollario della mostra delle Corderie recante il timbro indelebile del direttore di turno. Stavolta, invece, nisba. Ecco che allora, nell'orgoglio nazionale che spesso scatta nelle situazioni d'emergenza, anche il mondo dell'arte italiano ha deciso compatto di lanciare un altolà al presidente della Biennale Davide Croff. Una petizione promossa dalla critica Francesca Pasini e che ha raccolto oltre 4000 firme tra artisti, galleristi, curatori e direttori di musei, vuole ora rendere pubblico lo scandalo. L'invito al presidente è a non rendersi complice di un caso quantomeno anomalo. Da Kassel a Berlino, da Istanbul a Johannesburg, è infatti prassi che il Paese ospitante ne approfitti, con la sinergia del cosiddetto sistema dell'arte, per dare lustro alle proprie ricerche e lanciare nell'Olimpo i propri talenti. A Venezia, invece, sembra accadere esattamente il contrario: cresce il numero dei Paesi partecipanti, arrivati a 73 con l'ingresso di Afghanistan, Albania, Marocco, Repubblica del Belarus, Kazakhstan, Kyrgyzstan e Uzbekistan. L'Italietta, invece, sparisce, perdendo oltretutto l'opportunità di partecipare al tradizionale premio per la ricerca artistica. Ma il Comitato non demorde e chiede: a) il ripristino del padiglione italiano entro la storica sede dei Giardini, b) l'istituzione di una commissione che nomini a ogni edizione un Commissario nazionale a cui affidare la composizione del medesimo. Il timore è che sia un po' tardi.
L'Italia sempre più lontano dalla Biennale
La Biennale d'arte di Venezia ha deciso di rinunciare alla presenza di curatori italiani e allo storico padiglione di casa nostra. La decisione è stata presa dalla direttrice Rosa Martinez e dalla curatrice Maria de Corral. La petizione promossa dalla critica Francesca Pasini ha raccolto oltre 4000 firme tra artisti, galleristi, curatori e direttori di musei. La petizione chiede al presidente della Biennale Davide Croff di non rendersi complice di un caso anomalo. La Biennale ha 73 partecipanti, mentre l'Italia non è presente. Il Comitato chiede il ripristino del padiglione italiano e l'istituzione di una commissione per nominare un Commissario nazionale.
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